A mezzanotte, lenticchie e salsicce in versione finger food

Ci sono degli accoppiamenti che potremmo definire “istituzionali”, talmente collaudati che non ci rendiamo nemmeno più conto di farli. Se dico “cenone di San Silvestro, a tutti verrà in mente “lenticchie“. Se dico brindisi di mezzanotte, idem. Lenticchie.

Indissolubilmente legati da secoli e secoli, lenticchie e capodanno, come pasta e ceci, come pizza e birra, o cacio e pere, per restare in ambiti regionali.

Sarà che noi Italiani siamo tanto amanti della tradizione, anche un po’ scaramantici, un po’ quelli del “non è vero ma ci credo”, ma non c’è tavola di capodanno che non preveda lenticchie col cotechino, lenticchie con la salsiccia, lenticchie e “basta, che stò pieno”, sta di fatto che lenticchie e capodanno è uno di quei binomi di cui sopra. Indissolubili.

La storia delle lenticchie sulle tavole di capodanno si perde indietro nella storia. Era antica usanza a Roma portarne in dono un sacchetto ad ogni inizio di anno nuovo, e queste si sarebbero trasformate in soldi; nell’immaginario collettivo mangiare e contare lenticchie la sera di San Silvestro porta soldi nel nuovo anno. Insomma, le lenticchie si trasformano in monete, d’oro magari, e vengono abbinate al maiale quale simbolo di abbondanza e prosperità.

Magari oggi ci fa ridere questa strana superstizione, la lenticchia rotonda ricorda la moneta, mangi le lenticchie avrai tante monete… Forse però c’è qualcosa di più profondo in questo ragionamento, specie se si pensa che in tempi passati, nelle civiltà contadine, le “monete” non erano certo la cosa più immediata da desiderare, se si pensava alla ricchezza. Prosperità non erano soldi sonanti, ma cantine piene, terre da coltivare e boschi da tagliare  per il legname, animali da mungere, dispense da cui trarre il sostentamento quotidiano delle famiglie.

E forse in effetti quel sacchetto di lenticchie portate in dono, e quelle mangiate a tavola, sono proprio il simbolo di sacchi di legumi conservati in cantina, e raccontano qualcosa di più di una semplice superstizione contadina. I legumi in genere rappresentavano davvero l’oro, la ricchezza degli inverni, quando coi campi a riposo e con la neve e il gelo, la sussistenza era legata a quello che la terra aveva già dato e si poteva conservare. Forse allora la lenticchia non simboleggia solo i soldi che si vorrebbe avere nell’anno nuovo; forse è emblema più grande e importante. Rappresenta più che i soldi, la virtù di fare tesoro delle risorse date, rappresenta forse la dispensa piena, la cantina fornita, che tiene al sicuro tutto l’inverno, e quindi l’augurio è più grande e generico.

lenticchie a mezzanotte, finger food (1)

Resta il fatto che a mezzanotte meno venti, quando le padrone di casa portano le lenticchie appena scaldate insieme al maiale siamo quasi tutti così pieni e sazi che davvero le mangiamo “per devozione” come si dice qui. Allora vi proponiamo un’idea che spaventa meno del piattone fumante, che si può mangiare in piedi mentre con l’altra mano tenete il calice per brindare.

Piccoli cestini di pasta briseè arricchita nell’impasto dalle lenticchie e dalla loro acqua di cottura  (sempre perchè non si spreca niente), contengono lenticchie e qualche pezzetto di salsiccia, che potete sostituire col tradizionale cotechino.

Lenticchie e salsicce a mezzanotte, in versione finger food
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Per la pasta brisée
  1. 200 gr di farina semi integrale
  2. 80 gr di farina bianca
  3. 5 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  4. acqua di cottura delle lenticchie
  5. acqua
  6. 3 cucchiai di lenticchie lessate e ridotte in purea
Ingredienti per il ripieno
  1. 200 gr di lenticchie secche
  2. 4 salsicce di maiale
  3. 2 spicchi di aglio
  4. 2 foglie di alloro
  5. olio, sale qb
Instructions
  1. Come prima cosa mettete a lessare le lenticchie in acqua fredda, con i due spicchi di aglio non sbucciati; verificarne la cottura dopo circa 30 minuti, salare e scolare tenendo da parte circa 1/2 dl dell'acqua di cottura.
  2. Nel frattempo spellate le salsicce e mettetele intere in acqua fredda; portatele sul fuoco e fatele cuocere (potete usare anche salsicce cotte al forno o in altre maniere, diciamo che in questo modo restano un pò meno grasse).
  3. Scolatele e tagliatele a fettine, poi tenetele da parte.
Preparate ora la pasta brisée
  1. Mescolate 1/2 dl dell'acqua di cottura delle lenticchie con altrettanta acqua. (in tutto dovrete avere 1 dl di acqua).
  2. Riducete in purea due cucchiai di lenticchie, ed aggiungetele all'acqua.
  3. Mescolate le due farine e fate una fontana al centro.
  4. mettete un pizzico di sale, l'olio, e un pò dell'acqua, impastate aggiungedo altra acqua un pò per volta, fino ad avere un impasto omogeneo e liscio; potete aggiungere poca acqua o poca farina per renderlo della giusta consistenza.
  5. Copritelo con una ciotola rovesciata, e fatelo riposare per 30 minuti a temperatura ambiente
  6. Preparate una placca da forno mettendoci sopra dei pirottini da muffin capovolti sottosopra, che vi serviranno per far cuocere i cestini mantenendone la forma.
  7. Stendete la pasta fino allo spessore di circa 5 mm, e ritagliate dei dischetti con il coppapasta di diametro fra 7 e 10 cm in base alle vostre preferenze.
  8. Adagiate ciascun dischetto su un pirottino capovolto, e con le mani cercate di regolarne la forma.
  9. Infornate a 180° per circa 15 minuti, finchè non saranno dorati.
  10. Sfornateli, aspettate qualche minuto e estaccate il pirottino all'interno. Fateli freddare bene su una gratella di ferro, in modo che finiscano di asciugarsi.
  11. Poco prima di servirli in tavola riempiteli con qualche cucchiaio di lenticchie cotte e qualche fettina di salsiccia. Infornateli a forno caldo per pochi minuti, giusto il tempo di scaldarli, metteteli poi tutti insieme su un bel vassoio dal quale li offrirete direttamente agli ospiti, siete pronti per il brindisi!
Taste Abruzzo http://www.tastefromabruzzo.com/

dettaglio (2)

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