La sposa verde d’Abruzzo

Eccoci arrivati a giugno. Sembrava fosse lontanissimo invece è tornato e tutti, come sempre, lo abbiamo accolto con espressioni sbigottite di quelle che vogliono dire: “Ma come? Già qui?” E’ il mese che segna il passo dividendo l’anno in due, delle leggende,  dei riti propiziatori e delle erbe magiche. E’ il mese del solstizio d’estate che allunga il giorno e accorcia la notte, gli animali hanno il dono della parola

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Fili d’Abruzzo: la venticinquesima ora

Un filo. Che cos’è un filo? Un filo di cosa? Di olio, del discorso, da cucito, di un racconto, di Arianna, di lana? Di lana, ecco, un lunghissimo e morbidissimo filo di lana. Quante storie sono state tramate tra gli orditi dei fili di lana nel corso dei secoli? Quante sfide e amori e lacrime e sogni? Filava Eva, tesseva Penelope, cuciva e lavorava a maglia Maria. Dal filo di

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Un artigiano 2.0 nella redazione di Taste Abruzzo

Photo credits Marianna Colantoni Taste Abruzzo nasce un anno e mezzo fa, per il grande amore verso la nostra terra, col desiderio di diffondere e valorizzare il nostro patrimonio di tradizioni. Ci siamo occupate di tanti aspetti, parlare di cibo e prodotti ci ha portato in molti altri posti, ci ha aperto lo sguardo su storie e racconti che riportano in luce ogni volta un pezzetto nuovo di questa terra

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Quando San Valentino non c’era…

Una viveva in un paese di montagna, che restava per mesi isolato dalla neve. La più grande di tanti figli, ed essere la più grande è sempre una bella responsabilità. Non c’erano automobili, forse una o due per tutto il paese, non c’era la luce in casa. Non c’era nemmeno molto da mangiare, se non fosse per il grano che faceva farina pane e pasta, per gli animali che davano

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Storia di un approdo fortunato e il lascito di un’antica ricetta: la pizza scima

Questa storia inizia con un evento naturale, un evento che cambiò le sorti della nostra costa che, con il tempo s’arricchì di altro. Come scrisse Gabriele D’Annunzio in una lettera alla Marchesa Alessandra Starabba di Rudinì, sua amante: “In fondo solo col fango una mano sapiente può costruire qualche cosa che resista al fuoco.“ Era il 30 luglio del 1627 quando un terremoto disastroso colpì l’Italia centro meridionale, in particolare, fu colpita la zona compresa tra

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Torta al nocino di San Giovanni e la storia di un liquore tra realtà e leggenda…

Ogni anno, la notte tra il 23 e il 24 giugno, ho un appuntamento. Una sorta di rituale da compiere. Prendo il mio cestino, un coltellino ed esco per andare a “rubare,” dall’albero di noci del giardino, un numero dispari di malli, verdi, piccoli e profumati. Il rituale prosegue in casa, taglio le noci in quattro parti, le pesto leggermente nel mortaio, per sprigionare l’aroma degli oli essenziali contenuti. Durante questa

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Dalla Costa dei Trabocchi arrivano lettere d’amore e profumo di agrumi

Punta Turchino, Costa dei Trabocchi Photo Credits by Raffaele Vetrano

Il tratto di mare che da Francavilla al Mare, prosegue per Ortona e arriva fino a San Salvo è noto a tutti per le sue spiagge spettacolari, ma soprattutto per la presenza dei “Trabocchi” antiche strutture in legno somiglianti a palafitte che, ancora oggi, vengono usate per pescare. Nella località delle Portelle a San Vito Chietino, vi è un eremo dove nell’800 vi fu costruita una casa di pescatori, che Gabriele d’Annunzio volle acquistare

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Roberto, la sua “Perla del mare” e una focaccia che ha il sapore del Mar Adriatico

Domenica. Tre del mattino. Una notte d’estate. Mentre il lungomare pescarese vede ancora alcuni giovani che escono dagli stabilimenti balneari con una birra in mano, qualche coppia che si coccola sul bagnasciuga  e alcune persone rilassate a  godersi finalmente un po’ di fresco, qualcuno è già pronto per tornare al lavoro. Roberto è sveglio da poco ed è già pronto per ripartire. Prende con sé le sue cose, saluta con

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Il forno a legna della casina arancione e una focaccia semplice e buona

C’è una casina arancione immersa nel verde di una collina baciata dal sole. Davanti, c’è un cortile pieno di luce circondato da fiori multicolori. Quattro scale conducono al portone d’ingresso. Ad un lato della porta, c’è una scrostatura scura a forma di barca, di quella barchetta di carta attaccata con la colla da noi bambine vivaci, e poi tirata via insieme alla vernice. Dietro, un vecchio ed imponente noce fa

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La bellezza di un rintocco di campana, in una città speciale

“Claudia la senti? Hanno rimontato la campana!” Lavoro nel centro storico dell’Aquila. In quella parte di città che per prima ha ricominciato a guarire, a riprendere vita. Come i bordi di una ferita, che per primi cicatrizzano e lasciano sperare in una guarigione futura, anche se lontana, anche se lascerà la pelle per sempre diversa. Ogni città ha il suo tipico sottofondo sonoro, un background tipico, solo che magari nemmeno

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