VOV

Non ricordavo il sapore di questo liquore finché la mia amica Patrizia non me lo offrì esattamente un anno fa, mentre ci salutavamo per il suo trasferimento. Non lo ricordavo perché di fatto non lo avevo mai assaggiato prima, dato che da anni era ormai scomparso dalla vetrina dei liquori di mia madre e prima ancora da bambina sarebbe stato impossibile provarlo. Chiederle la ricetta è stata la cosa più

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La pizza doce

Chi tè la faccia bbòna se marita, e chi non remane zita. Una gonna ampia di stoffa pesante ricoperta davanti da un grembiule di lino bianco con applicazioni e merletti, un corpetto finemente rifinito, un ampia camicia e un copricapo, di  solito un fazzoletto o un panno di lino il cui colore e il modo in cui veniva annodato denunciava lo status della donna: vedova, nubile o sposata, una serie

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La sposa verde d’Abruzzo

Eccoci arrivati a giugno. Sembrava fosse lontanissimo invece è tornato e tutti, come sempre, lo abbiamo accolto con espressioni sbigottite di quelle che vogliono dire: “Ma come? Già qui?” E’ il mese che segna il passo dividendo l’anno in due, delle leggende,  dei riti propiziatori e delle erbe magiche. E’ il mese del solstizio d’estate che allunga il giorno e accorcia la notte, gli animali hanno il dono della parola

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La notte di San Silvestro e il baccalà al coccetto

Il 31 Dicembre porta con sé il bello e il brutto dell’anno appena trascorso e ci proietta verso quello che speriamo sia un anno pieno di abbondanza e prosperità. Ogni gesto in questo giorno si veste di un aurea scaramantica! Si indossa qualcosa di rosso: il rosso porta fortuna ed è di buon auspicio Si mangiano le lenticchie: la loro forma tonda ricorda le monete e si spera che l’anno

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Il pane non si butta, quindi…torta di pane sia!

C’erano una volta quelle mani ossute della mia bisnonna. Quelle mani piegate dall’artrosi deformante. Quelle dita storte, quel pollice sporgente con le unghie sempre corte e rovinate. Mani che una vita avevano lavorato. Con la terra. Con gli animali. Erano mani che da bambina facevano quasi suggestione… Adesso invece, quanto mi piacerebbe poterle ristringere.La mia bisnonna ha campato quasi 100 anni e io me la ricordo, me la ricordo eccome,

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Carnevale: vecchi ferri, vecchie storie e l’antica ricetta di nonna delle zeppole con le patate

Io adoro quelle ricette passate a voce, misurate a tazze, aggiustate da infiniti “quanto ne basta”, “quanta ne raccogelie l’impasto”, “a occhio”. Tramandate nel corso delle varie generazioni su pezzetti di carta volante, che vengono poi attaccati alla meglio sui quaderni da noi scrupolose trascrittrici delle ricette importanti, salvagenti del tempo, banche che conservano la nostra preziosa identità di famiglia.Prendono il nome delle persone queste ricette; il prodotto di cui

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Martedì grasso e la tradizione del mangiare 9 volte 9 cose

L’ultimo giorno di Carnevale, sancisce l’inizio della Quaresima, che è il periodo in cui Gesù trascorse 40 giorni nel deserto digiunando. Tradizionalmente la Quaresima per i Cristiani è un momento di penitenza e digiuno, pertanto i giorni che la precedono sono all’insegna dell’abbondanza, dei dolci fritti e delle tavole imbandite. Carnevale dal nome stesso “carnem levare” indica il banchetto che si tiene il martedì grasso, l’ultimo giorno della festa prima

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Le Pagnotte di Sant’Agata e il “Culto del latte”

Nelle culture antiche come quella abruzzese, in cui si coltivava e si coltiva il grano, il pane, considerato alimento base, fondamentale e indispensabile per la sopravvivenza ha sempre ricoperto un posto d’onore nelle tradizioni religiose. Già Marianna nel post sull’Abruzzo del Pane ci aveva accennato alla preparazione dei pani rituali preparati in occasione di ricorrenze religiose, come le “Pagnotte di Sant’Agata” di cui vi parlo oggi. Sant’Agata protettrice delle puerpere insieme a Santa Eufemia

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Sciroppo contro la tosse fatto in casa: quando antiche tradizioni tornano a vedere la luce

Molto tempo fa ho avuto l’occasione di trovare sullo scaffale di una biblioteca un  vecchio ricettario abruzzese appartenuto ad una famiglia di contadini. Sfogliare le sue pagine mi ha immediatamente trasportata nell’Abruzzo della metà del secolo scorso, quando il ciclo della vita era scandito solo dai ritmi della natura e l’economia rurale era basata esclusivamente sull’autosufficienza. In questo periodo dell’anno in cui la natura impone delle pause  infatti, il lavoro

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Quando a San Biagio tornavo a casa da scuola…

Quando il 3 febbraio tornavo a casa da scuola, mia madre spezzava un pane ad anello, a volte morbido a volte croccante, e se sotto i denti capitava di sentire il sapore fresco dei semini d’anice, si trattava sicuramente dei taralli di San Biagio.   S. Biagio, un santo divenuto famoso attraverso quel poco che della sua vita si conosce e si ricorda ancora oggi. Vissuto nel tempo della divisione

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