Il Natale è alle porte: crispelle di San Vito Chietino

L’atmosfera che si crea a San Vito, fin da molti giorni prima del Natale, fin addirittura da Novembre, è nei preparativi di un ‘clima’ religioso che si traduce in una cucina domestica di festa. In questo fermento ogni occasione è buona per festeggiare il rientro di qualche familiare non più residente in paese, o semplicemente per testare ricette della tradizione da rispolverare con un certo anticipo prima del Natale. Il profumo dei dolci, ad esempio in questo periodo è dappertutto: nelle case, nei forni e per le strade a gareggiare in sfumature diverse a seconda dei gusti, a seconda della tradizione familiare d’origine.

E allora io alla ricerca di tradizioni diverse dalle mie, questa volta mi sono imbattuta in una ricetta nuova e che sembra perfetta per trascorrere i brevi pomeriggi di novembre in attesa dei giorni festivi.

Crispelle Laura O.A S. Vito si chiamano ‘crispelle’ e il forno che le produce le assimila molto nella fattura ai ‘cellipieni olio e vino a forma di C grande’. Ecco una definizione accurata per chi volesse conoscere esattamente l’opinione della gente del posto. Io, per quanto mi riguarda, li ho scoperti molto più vicini all’antica tradizione dei ‘caggionetti’, ravioli dolci, ripieni e fritti da servire a fine pasto con una spolverata di zucchero o innaffiati di miele. Ecco è esattamente così che, al momento dell’esecuzione, si sono presentate queste particolari ‘crispelle’ frentane, la cui singolarità è piuttosto nel ripieno di ‘finta cioccolata’: si tratta infatti di una ‘crema’ di ceci ‘conciata’, e cioè lavorata, con miele, mosto cotto, cannella e tanto cioccolato fondente quanto basta a creare l’illusione al palato, di essersi imbattuti in una crema umida di cacao. Crispelle Laura O.
 

A tutti quelli che volessero intrattenersi in preparativi dolci, in attesa del Natale ecco la proposta di San Vito Chietino.

CRISPELLE DI SAN VITO CHIETINO
La Ricetta è quella del Panificio e dolci “Francesco” della marina di S. Vito

Ricetta per la pasta (dose per 50 docetti):

2 bicchieri di vino bianco (Trebbiano d’Abruzzo);

3 bicchieri di olio d’oliva

1 manciata di zucchero

½ bustina di lievito per dolci (facoltativo)

Farina 00 qb

Per il ripieno:

300 gr di ceci

cioccolato fondente qb ( assecondare il gusto personale, assaggiando direttamente l’impasto)

3 cucchiai di mosto cotto (o marsala)

3 cucchiai di miele ( io quello di Sulla)

1 cucchiaino di cannella

zucchero semolato da spolverare

1 l di olio di arachide per friggere

Come si fa

Tenere a bagno i ceci con un po’ di bicarbonato per circa 24 ore, togliere l’acqua d’ammollo e metterli a cuocere in acqua tiepida. A cottura ultimata, passarli riducendoli in purea. E’ consigliabile svolgere questa operazione quando i ceci saranno ancora caldi per facilitarne la ‘spremitura’ nello sciaccia patate. A questo punto condire con cioccolato, cannella, miele e mosto cotto fino a raggiungere il sapore più gradito. Lasciar riposare e dedicarsi alla pasta.

Introdurre tutti gli ingredienti nella ciotola di una planetaria, o altrimenti lavorare tutto su una spianatoia in cui la farina sarà stata disposta nella classica forma di fontana. Lavorare l’impasto fino a che non risulterà liscio e morbido. A questo punto cominciare a stenderlo, ricavando con un coppa pasta delle sfogliette circolari eventualmente da assottigliare ulteriormente con il matterello. A questo punto introdurre un cucchiaino piccolo di impasto e sigillare per bene nella forma di una mezza luna. Sarà bene in questo caso fare attenzione ad eliminare l’aria che se imprigionata nel raviolo potrebbe determinarne l’apertura in cottura.

Una volta preparate le crispelle, friggerle in olio bollente a 180° C, adagiarle su un vassoio spolverizzando con lo zucchero.       

 

 
Crispelle Laura O.

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