La bellezza di un rintocco di campana, in una città speciale

L'Aquila, Campanile della Basilica di San Bernardino.
Foto credits: Claudia Bonanni

“Claudia la senti? Hanno rimontato la campana!”

Lavoro nel centro storico dell’Aquila.

In quella parte di città che per prima ha ricominciato a guarire, a riprendere vita. Come i bordi di una ferita, che per primi cicatrizzano e lasciano sperare in una guarigione futura, anche se lontana, anche se lascerà la pelle per sempre diversa.

Ogni città ha il suo tipico sottofondo sonoro, un background tipico, solo che magari nemmeno ci facciamo caso. L’Aquila suonava di campane ogni quarto d’ora, suonava di vita, di vociare di gente e di negozi, di bambini coi nonni ed in mano i palloncini comprati in piazza.

I suoni dell’Aquila adesso sono il vociare degli operai dei cantieri, i bip ripetitivi delle gru che confondono l’orizzonte da ogni prospettiva. L’Aquila suona di ferro di ruspe, di polvere ovunque e di ruote di camion che passano in continuazione e fanno tremare (ancora) la terra e i vetri (e il cuore, ancora).

Ci si abitua alla stranezza delle cose con una facilità immensa.

Mi chiama una persona, qualche giorno fa a lavoro. Dalla stanza di fronte, sentiva suonare una campana. Corro (fisicamente corro, e davvero, non sono la sportiva del secolo) per sentire, ma niente. Penso, boh, avrà sentito male. Poi di nuovo. Apro la porta stavolta, mi metto a sentire.

Sta suonando la campana di San Bernardino.

Io lavoro qui da due anni, e nella città delle 99 chiese, non mi ero mai accorta di che silenzio assordante facessero le campane mute, smontate dai campanili, poggiate a terra ad aspettare.
E pochi giorni prima della Pasqua, pochi giorni prima che si compia il sesto anniversario della notte che ha spento le campane nella nostra città, questa torna a suonare sul suo campanile restaurato.

Sarebbe sprecata, superflua e ridondante ogni parola commemorativa, rievocativa. Noi siamo qui, nella nostra personale Settimana Santa, stretti alla nostra città, e vogliamo mandare un messaggio di speranza; Pasqua è la festa della Resurrezione per chi crede, è per tutti una rinascita, nuovo inizio nell’incipiente primavera.

Vi auguriamo di avere la Pasqua nel cuore, di trovare ogni momento una campana che suona, per ricordarci che tutto prosegue, che dopotutto adesso dalla mia vetrata L’Aquila è bellissima, e vedo panni stesi ad asciugare, vedo gli avvocati dello studio qui vicino che passano, vedo i bambini coi nonni che vanno al parco giochi del Castello.

E dopotutto, ho sentito suonare, ancora, la campana di San Bernardino.  

Io per dovere di cronaca non lo so se la campana è ancora lì, se erano prove, se suonerà ancora. Di certo l’abbiamo sentita, di certo suonava da quel campanile. E un grazie di cuore alla persona che mi ha fatto accorgere di questo piccolo, bellissimo regalo di Pasqua.

Campanile S.Bernardino

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