La Pasqua in Abruzzo: gli eventi religiosi

Come trascorrere la Pasqua in Abruzzo?

Per capirlo, bisogna fare una breve presentazione di quelle che sono le principali tradizioni legate a questa terra. Il territorio abruzzese è pervaso da un forte spirito religioso, profondamente radicato nelle tradizioni locali. I riti della Settimana santa sono testimonianza della religiosità  della gente d’Abruzzo e del profondo legame di questo popolo alla tradizione.  Nelle città e nei borghi le manifestazioni incentrate sulla Passione e sulla Resurrezione di Gesù sono vissute con intensità. Le visite ai Sepolcri allestiti nelle chiese, le processioni del Venerdì Santo in cui sfilano antiche Confraternite, i rituali, le musiche, sono momenti di grande emozione e poi, la gioia e il colore della Pasqua di Resurrezione che trova nella sacra rappresentazione di Sulmona, detta “La Madonna che scappa in Piazza”, la sua espressione più bella e più celebre. 

Di seguito ve ne presentiamo alcuni tra i più rappresentativi, ma qui in Abruzzo, ogni paese, città e provincia ha il suo rituale.

Il Venerdì Santo

Gli eventi più suggestivi iniziano il Venerdì Santo con le diverse Processioni del Cristo Morto

Una delle più antiche e suggestive, insieme a quella di Sulmona,  è quella della città de L’Aquila che ogni anno ci dà appuntamento alla Basilica di San Bernardino. Infatti è possibile farne risalire l’istituzione quantomeno al 1506 per poi cessare, per motivi di ordine pubblico, nel 1768. Dopo una lunga interruzione nel 1954, grazie al fattivo contributo dei frati Minori del Convento di San Bernardino è stata ripristinata. La scenografia è resa grandiosa da centinaia di personaggi in costume che sfilano con i simulacri, gli incensieri, le statue e le torce, mentre il canto del Miserere eseguito da un gruppo corale, accompagnato da un’orchestra di archi, dona un’atmosfera drammatica alla Sacra Rievocazione.

La processione che si svolge a Sulmona , come quella aquilana ha origini medievali, ma l’attuale solenne allestimento risale al 1500 circa. I confratelli dell’Arciconfraternita della SS. Trinità, la più antica di Sulmona, che ha sempre curato la rievocazione della morte di Cristo fin dall’alto medioevo, indossano un vistoso saio rosso porpora con pettorina bianca e cingolo rosso, simbolo di costrizione e umiltà e sfilano lungo le vie del centro con un corteo processionale suddiviso in vari settori. Dapprima sfila la banda, poi è la volta del “Quadrato”, uno schema processionale formato da 20 confratelli che recano dei fanali i quali “fanno quadrato” attorno al “Tronco”, bellissima Croce Processionale lignea del 1700. L’ordine e la perfetta simmetria tra i vari componenti il corteo funebre sono assicurati dai Mazzieri, ossia da 5 confratelli trinitari che seguono le direttive del Capo dei Sacristani, a cui spetta l’onore di sovrintendere a tutta la processione. 

Anche ad Ortona (CH) si vivono momenti particolarmente coinvolgenti ad iniziare dalle ore 5 del mattino con la processione dei Simboli della Passione,  preceduta dalla benedizione dei simboli nella Chiesa del Purgatorio. La sera del venerdì santo una solenne e suggestiva processione si snoda dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie lungo le strade principali del centro storico di Ortona.

Un’altra suggestiva e antica processione del Venerdì Santo si svolge a Mosciano Sant’Angelo (TE) e parte dalla piccola Chiesa dell’Annunziata che gli anziani del posto ricordano che qui venivano custodite le statue del Cristo Morto e della Vergine.

Toccante e suggestiva anche la rievocazione della Passione di Cristo a Chieti. Ad essa partecipano tutti i “fratelli” delle dodici congreghe cittadine, riconoscibili dalle mantelline di diverso colore, che, incappucciati, portano i simboli della passione. La solenne processione, con statue di grande pregio artistico e sette “trofei” sculture lignee realizzate a metà dell’Ottocento e rappresentanti i momenti salienti della passione-, si snoda nelle ore serali del Venerdì Santo tra le principali strade del centro storico. 

La domenica di Pasqua

Quello più suggestivo e antico è sicuramente il rito organizzato dalla confraternita di S. Maria di Loreto ed è chiamato Madonna che Scappa in Piazza o più semplicemente Madonna che Scappa.

Ambientata nella suggestiva Piazza Garibaldi, famosa per il suo antico viadotto romano e per essere una tra le più grandi piazze del centro Italia, la Madonna esce accompagnata dai due apostoli con il passo detto dello “struscio” e si avvia al centro della piazza dove c’è una grande fontana realizzata dagli artisti del ferro battuto di Pescocostanzo. In questo frangente l’atmosfera della piazza si fa tesa: i due apostoli si fermano, mentre, da lontano, la Vergine riconosce il Figlio Risorto. 

In un attimo, con un ingegnoso sistema di fili conosciuto soltanto dalla confraternita e dalla famiglia d’Eramo che ha il privilegio di vestire la Madonna, il manto nero e il fazzoletto cadono, lasciando il posto ad uno splendido abito verde ricamato d’oro e a una rosa rossa, mentre in aria si levano in volo 12 colombe.

Alle 12.00 in punto, la Madonna inizia la sua corsa tra la suspance del pubblico che spera che la Madonna non cada, le note della banda e lo sparo dei mortaretti.

Poi, arrivata davanti al Cristo i confratelli si abbracciano e si commuovono.

Da non perdere anche, nel giorno del martedì di Pasqua, lo “sfoglio delle pagine bibliche” nella città di Orsogna in quella che è conosciuta come l’antica manifestazione dei Talami.

Divenuta nel 2011 Patrimonio d’Italia per la Tradizione quadri viventi, raffiguranti scene del vecchio e nuovo testamento, sfileranno tra le strade del borgo facendosi spazio in un bagno di folla che darà colore e vita al paese.

Il programma potrete vederlo direttamente sul sito ufficiale dell’evento qui.

 

 

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