L’aquilana Nadia Moscardi porta la sua cucina di montagna a Identità Golose

Insieme a Niko Romito, la chef di Elodia è l’unica a rappresentare l’Abruzzo

Ieri 8 febbraio, Nadia Moscardi ha presentato l’identità della nostra montagna attraverso i suoi piatti in Identità Golose, l’appuntamento di fama internazionale, giunto alla sua undicesima edizione, che si svolge come di consueto ogni anno a Milano, raccogliendo l’adesione dei più rinomati chef del mondo.

Accanto a lei, nell’evento “Identità di montagna” colleghi trentini, alto-atesini, a testimonianza di quanto la giovane talentuosa sia riuscita, con tenacia e modestia, a ricavare uno spazio di rilievo sia per le sue creazioni sia per la terra da cui prendono forma, al pari delle più lanciate località alpine e accanto al pluristellato di Castel di Sangro, Niko Romito.

Nadia si è esibita nella prima giornata della kermesse, quella di domenica, portando all’attenzione di esperti e curiosi, i piatti ispirati al Gran Sasso, ai cui piedi sorge il ristorante che gestisce insieme al fratello Antonello e alla sorella Wilma, sotto lo sguardo amorevole e maestro della mamma Elodia, e giunto ormai ai suoi 40 anni di attività.

Le pietanze che Nadia preparerà saranno “Coregone, pastinaca ed erbe spontanee”, “Consistenze dell’orto” e “Gelato di sedano d’acqua, mela verde e anice stellato”.

“Ho sempre utilizzato i prodotti della mia terra nelle proposte di Elodia – ha raccontato la chef – ma questa volta ho voluto raccogliere dalla nostra natura ancora selvaggia, alla ricerca di prodotti rari e preziosi come la pastinaca – antica e rara carota tipica aquilana – o il coregone del lago di Campotosto,  pesce poco conosciuto già presente in antiche ricette. Nei campi vicino al mio ristorante, poi, insieme a un’amica esperta di erbe spontanee, ho scoperto un mondo di varietà e gusti vegetali sconosciuti come il rosolaccio e  la piantaggine, i germogli di fiume, la veronica o il sedano d’acqua e i semi di panace, il cui sapore ricorda la buccia del limone, o i semi di lunaria, il cui sapore piccante ricorda il rafano. Erbe spontanee che sfidano il gelo e il fango invernali”.

Questi gli speciali ingredienti che Nadia ha caricato con sé alla volta di Identità Golose e che fanno, ancora una volta, L’Aquila e il Gran Sasso colonne del made in Italy nel mondo.

 

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