L’ospite di Taste Abruzzo

In questa nuova rubrica, ogni mese Taste Abruzzo intervisterà un blogger di un’altra regione italiana così da creare uno scambio “cultural-culinario” – passateci il neologismo, ma rende bene l’idea – che ci racconterà di sé e della sua terra. E, come di consueto accade qui, il nostro Special Guest, ci regalerà la ricetta di un piatto tipico della sua regione che potrà essere tradizionale o rivisitato in chiave contemporaneaa seconda del suo gusto e del suo stile.

Per questo nostro primo appuntamento, la scelta è caduta su una food blogger che con il suo stile e le sue ricette ci ispira da molto tempo. Stiamo parlando di Genny Gallo e del suo “Al cibo commestibile”

L’abbiamo invitata e intervistata per voi perché con lei condividiamo la passione per il cibo che sa di buono, fatto di ingredienti puri, autentici,  buoni e…commestibili!

Ma ora lasciamo la parola a Genny e alla sua fantastica ricetta che, noi, stiamo già spizzicando perché davvero, è facilissima da fare e buonissima da gustare! Buona lettura 🙂

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Raccontaci cos’è il cibo “commestibile”, da dove parte la tua avventura in cucina e quella di blogger

Il blog è nato nel 2009, a  febbraio, in un momento in cui non si parlava così tanto di cibo e ancora erano relativamente pochi i pazzi che prima di mangiare afferravano la macchina fotografica prima della forchetta. Il nome deriva dal vecchio nome dei negozi di alimentari, che in alcune regioni venivano chiamati commestibili.

Cosa è commestibile per me? Il cibo buono, senza eccessive estremizzazioni. Il cibo sano, intervallato a quello porcoso con la giusta misura:D.  Il cibo allegro, quello che fa stare bene e mette il sorriso. Il cibo consumato con la giusta compagnia, perchè con gli amici giusti, quel che conta nel piatto passa anche in secondo piano.

Descrivici in una frase la tua terra. la Lombardia, e il tuo legame con essa. Quanto influenza la tua cucina, il tuo modo di vivere e di essere.

Sono curiosa. E amo cercare quello che viene prodotto nel mio territorio, magari da piccole aziende. Da qualche anno poi cerco di acquistare il più possibile da piccoli produttori, ma ammetto di non essere fissata con il chilometro zero, di cui non condivido del tutto la filosofia.

Le ricette del territorio per me sono quelle della mia famiglia. Quelle della nonna,quelle che ha sempre preparato lei per noi. E che io ogni tanto ripropongo per la mia famiglia, quando abbiamo bisogno di una coccola.

Che ci dici , invece, della nostra terra, che rapporto hai con l’Abruzzo? 

Ehm…sono pessima e rientro tra quella quota di italiani che confonde Abruzzo, Marche e Molise. In geografia son sempre stata scarsa 😀

Non ho mai visitato seriamente la vostra terra, se non per sporadiche nottate passate a Offida o a Vasto, per concerti o come tappa durante i lunghi viaggi.

Ma se mi invitate vengo a trovarvi volentieri 😀

Bene, allora ritieniti ufficialmente invitata in Abruzzo! E non stiamo scherzando…

Tornando a noi e alla cucina…questo mese stiamo raccontando di frutti perduti, come antiche varietà di mele e pere; parleremo di funghi e mandorle del loro valore e i loro usi. Parleremo di pasta fatta in casa e degli antichi strumenti che si usavano per falra e poi ci sarà una sezione dedicata ai prodotti lievitati con farine speciali. Se ti chiedessimo un piatto del tuo “bagaglio culinario” legato o ispirato ad uno o più di questi prodotti, cosa ci proporresti?

Non vi racconto di antiche varietà di mele, come i pomoli che pure qui son sempre stati usati.

Vi racconto una ricetta della mia nonna. Che non aveva tempo né risorse per cercare prodotti costosi. Ma sapeva trasformare i prodotti normali in piatti prelibati e semplici.

La ricetta è quella della laciada con le mele, o paradel . Ed è semplicissima. 

Bastano 3 mele, quattro cucchiai di farina bianca, 1 cucchiaio di zucchero e 6 di latte, 2 uova a un po’ di burro.

Una volta tagliate le mele, si lasciano un attimo da parte. Intanto si sbattono insieme gli altri ingredienti, con un pizzico di sale. Si scalda in una padella tonda il burro, si immergono le mele nella pastella e poi il tutto nella padella. E si cuoce come una frittata fino a che non è dorata.

Si serve cosparsa di zucchero a velo.

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