Una marmellata “scrocchiata tra le dita”

Sono storie affascinanti, quelle che si nascondono dietro le antiche preparazioni legate ad un territorio. Storie e gesti che si tramandano oralmente, di nonne che insegnano alle nipoti come fare, senza troppe regole, il detto è “guarda e impara”. Fu così che, all’avvicinarsi dell’autunno l’uva veniva raccolta, e scrocchiata tra la dita ossute e sapienti di una antica contadina e la nipote, con il naso appoggiato all’altezza del lavabo di

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Dall’uva Montepulciano a ‘scrocchiata’ a ‘cellipieni’

La forma è quella dei tarallucci ma il nome varia a seconda della provenienza. “Piccillati” o “calcioni”, infatti, sono nomi che a me dicono poco, ma se mi avvicinassi ai miei luoghi d’origine, partendo da quel lato di costa sanvitese in direzione di Lanciano fino all’entroterra più aspro di Guardiagrele, io sicuramente li riconoscerei, col nome di ‘cellipieni’. Un classico gustoso tra i dolci della tradizione abruzzese, buoni in tutte le circostanze

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Il Mosto Cotto

Passeggiare tra i vicoli dei borghi abruzzesi tra settembre e ottobre significava, fino a qualche anno fa, immergersi nell’atmosfera allegra e suggestiva della vendemmia e della conseguente spremitura dell’uva. E tra profumi e chiacchiere festose si svolgeva, come un rito, la preparazione del vino e dell’immancabile mosto cotto! Non che ora non sia più possible imbattersi in scenari come quello poc’anzi raccontato, ma sempre più raramente le famiglie producono in casa il vino per il proprio consumo.

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