Home Collina Antichi sapori sulla tavola di Pasqua: la Patata Turchesa arrosto

Antichi sapori sulla tavola di Pasqua: la Patata Turchesa arrosto

by Laura Gioia
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Le nostre montagne hanno sempre reso difficile la vita a donne e uomini che dovevano trarre il loro sostentamento dalla coltivazione di quei terreni ostici.
Il lavoro duro e la tenacia dei contadini e dei pastori d’Abruzzo hanno saputo plasmare queste zone, traendo il meglio dal territorio e facendolo diventare un vero e proprio giacimento di biodiversità e varietà, in alcuni casi scomparse.

Questo è stato il rischio corso anche dalla Patata Turchesa. Per anni è stata snobbata, confinata in fondo ai campi e poi quasi del tutto dimenticata. Con l’arrivo della patata del fucino meno gibbosa e quindi più facile da pelare, la patata Turchesa ha perso mercato ed è stata pian piano sostituita con varietà più appetibili per il consumatore.
Nel 2000 la Patata Turchesa era quasi totalmente scomparsa.
Patata turchesa

Il recupero della Patata Turchesa
A salvare la patata dalla buccia viola ci ha pensato un progetto promosso dall’Ente Parco nel 2002. Il primo passo è stato recuperare gli ultimi 33 tuberi nelle mani di un anziano contadino di Isola del Gran Sasso. Pochi altri sono stati recuperati a Crognaleto. Da qui è partito il vero e proprio progetto di recupero con la moltiplicazione in vitro.

Due anni più tardi i 33 tuberi hanno restituito 10.000 piccole patate con cui il parco ha avviato nel 2005 la coltivazione in due campi: nelle località di Barisciano ed Assergi, nella provincia di L’Aquila. I primi tuberi pesavano quasi un chilo, a quel punto l’Ente Parco decise di presentare il progetto di recupero alla stampa. La reazione è stata di immenso interesse e la sorpresa più grande è arrivata dai contadini che avevano sentito parlare di questa patata dai loro padri o l’avevano mangiata da bambini o erano semplicemnete interessati a provare la coltivazione.

Nel 2009 gli agricoltori custodi della turchesa sono passati da 14 a 60 e hanno costituito l’associazione dei Produttori della patata Turchesa del Parco che funge già da primo organo di controllo.
Nel 2014 la la patata turchesa del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga diventa presidio Slow food.

Una patata da mangiare con la buccia.
Come riconoscere la patata turchesa? Innanzitutto non va confusa con la patata viola o vitelotte, che presenta la buccia nera e la polpa viola. La patata turchesa è caratterizzata da una sottile buccia bluastro/viola, con dei riflessi che tendono al metallo, e dalla pasta bianca.

Come tutti i prodotti viola e blu, per esempio i mirtilli o i cavoli, è ricca di antiossidanti, quindi mangiatela con la buccia, fa bene!

Patata Turchesa arrosto

Non è una patata da bollire. Si può cuocerla, al vapore con tutta la buccia oppure fritta o arrosto. I contadini raccontano che questa patata veniva cucinata tradizionalmente sotto le braci e poi mangiata con tutta la buccia. Quindi nei secoli scorsi, pur non sapendo nulla di antiossidanti si sfruttavano al meglio le proprietà organolettiche.

Non so quanto sia facile trovare sul mercato la patata turchesa. Io dopo tanto chiedere e cercare, ho avuto la fortuna di averne in dono un sacchetto da parte di un amico. Cliccando su questo link troverete l’elenco dei produttori!

La patata turchesa sulla tavola di Pasqua
Oggi, per voi, ho scelto di cucinare la patata turchesa, arrosto. Fra qualche giorno è Pasqua e credo questo sia un ottimo suggerimento per il contorno da portare sulle vostre tavole.
Un pranzo speciale richiede ricette speciali e questa sicuramente lo è! La ricetta l’ho scoperta grazie ad un’amica blogger che è stata anche ospite di Taste Abruzzo, Marina di La Tarte Maison. Da allora è diventato uno dei miei cavalli di battaglia in cucina, richiestissima da amici e parenti. Non sono delle semplici patate arrosto, hanno anche il miele, il limone, il timo ed il pepe rosa. Una meraviglia!
patate arrosto al miele, limone e timo

 

Patata turchesa arrosto con miele, timo, limone e pepe rosa
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Ingredients
  1. 6 patate medio/grandi
  2. 8 rametti di timo
  3. 2 spicchi d'aglio
  4. 1 cucchiaio di miele
  5. 1 cucchiaio di pepe rosa in grani
  6. 1 limone bio
  7. olio extravergine di oliva q.b.
Instructions
  1. Laviamo bene le patate, per rimuovere tutta la terra, servendoci di una spazzolina. Tagliamolole prima a metà e, ogni metà, in quattro spicchi. Sistemiamole in una ciotola, aggiungiamo 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva e le foglie di 6 rametti di timo fresco. Quindi mescoliamo accuratamente.
  2. Mettiamo le patate condite in una teglia rivestita di carta da forno e inforniamo a 200° per 20/25 minuti. Trascorso il tempo togliamo le patate dal forno, attendere qualche minuto per poi rimetterle in una ciotola in cui avremmo mescolato mescolato 3 cucchiai di olio evo, il miele e gli spicchi d’aglio schiacciati. Mescoliamo le patate delicatamente per evitare di romperle. Sistemiamo nuovamente le patate nella teglia e cuociamo per circa altri 20 minuti a 200°.
  3. Schiacciamo il pepe rosa, aggiungiamo le foglie del timo rimasto e grattiamo la scorza del limone, distribuiamo questa miscela sulle patate appena sfornate. Terminiamo con sale e un’abbondante spruzzata di limone. Serviamo subito.
Notes
  1. Io ho usato la patata turchesa, ma è possibile realizzare la ricetta con qualsiasi tipo di patata adatta alla cottura arrosto.
Taste Abruzzo https://www.tastefromabruzzo.com/
patate arrosto al timo, miele e limone

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