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C come carnevale, e come cicerchiata!

by Laura Gioia
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A L’Aquila a Carnevale si frigge, si frigge tantissimo. Zeppole, castagnole, frappe. Ma non si frigge la cicerchiata. Non è un dolce nostro.
E’ un dolce che fanno “sulla costa” come diremmo noi.

Infatti i miei primi ricordi della cicerchiata risalgono ai tempi del liceo, quando la mia compagna di banco, a Carnevale, tirava fuori all’ora di merenda, avvolti nella stagnola, questi dolcetti a forma di cecio, piccoli e appiccicosi. Li preparava la sua mamma, che effettivamente aquilana non era, ma delle parti di Pescara.
Oggi leggo, infatti, che L’Atlante dei prodotti tradizionali d’Abruzzo fa risalire la storia della cicerchiata alla zona del Sangro, area rinomata per la produzione di miele di alta qualità. E’ proprio il miele a fare da collante tra le palline dorate di pasta fritta, simili appunto alle cicerchie, che compongono questo dolce.

cicerchiata_Laura Gioia

Esistono diverse varianti legate sia alla scelta degli ingredienti aggiunti nella fase finale (mandorle, frutta candida, confettini colorati) sia alla forma finale che si dà al dolce: a forma di ciambella oppure monoporzione a forma di piccolo cumulo.

La ricetta è estremamente semplice. Pochi ingredienti che ricorrono spesso nelle preparazioni abruzzesi: farina, uova, zucchero, olio extravergine di oliva e vino bianco. E miele di ottima qualità, ovviamente.

cicerchiata2_Laura GioiaLa ricetta che segue è tratta da L’Atlante dei prodotti tradizionali d’Abruzzo  con alcune varianti aggiunte dalla sottoscritta. CICERCHIATA ABRUZZESE Ricetta di Laura Gioia Ingredienti 240 g di farina  2 uova 2 cucchiai di olio extravergine di oliva 20 g di zucchero vino bianco q.b. sale per completare 100 g di miele 50 g di zucchero 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva confettini colorati la buccia grattugiata di un’arancia bio e di un limone bio Preparazione Disponete la farina a fontana, al centro rompete due uova, quindi aggiungete un pizzico di sale, lo zucchero, e un cucchiaio di vino bianco. Cominciate ad impastare energicamente, se il composto è troppo asciutto aggiungete un’altro cucchiaio di vino bianco: dovrete ottenere una pasta omogenea e soda. Lasciate riposare avvolto nella pellicola trasparente e a temperatura ambiente per mezz’ora.  Prendete piccoli pezzettini di pasta allungateli a forma di serpentelli (dello spessore di una matita) e tagliateli a pezzetti di 1/2 cm a cui darete una forma tondeggiante, lavorandoli tra i palmi delle mani. Friggetene un po’ per volta (se ne mettete troppi l’olio farà la schiuma e uscirà fuori dalla pentola!) in abbondante olio caldo (vi consiglio d’arachide) e metteteli su carta paglia. In una casseruola fate caramellare il miele, lo zucchero e l’olio. Quando l’amalgama prende un bel colore dorato unite le palline fritte,le scorze di arancia e limone; mescolate con un cucchiaio di legno in modo da legare bene il tutto. Versate il composto su un piatto da portata e con le mani bagnate, date la forma desiderata. Decorate con confettini colorati. cicerchiata5_Laura Gioia

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