Home Collina Carnevale: vecchi ferri, vecchie storie e l’antica ricetta di nonna delle zeppole con le patate

Carnevale: vecchi ferri, vecchie storie e l’antica ricetta di nonna delle zeppole con le patate

by Claudia Bonanni
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Io adoro quelle ricette passate a voce, misurate a tazze, aggiustate da infiniti “quanto ne basta”, “quanta ne raccogelie l’impasto”, “a occhio”. Tramandate nel corso delle varie generazioni su pezzetti di carta volante, che vengono poi attaccati alla meglio sui quaderni da noi scrupolose trascrittrici delle ricette importanti, salvagenti del tempo, banche che conservano la nostra preziosa identità di famiglia.

Prendono il nome delle persone queste ricette; il prodotto di cui si descrive la preparazione diventa “proprietà” di zie, nonne, mamme, amiche, eccetera. I biscotti possono essere “di Zia Maria”, il ciambellone di mamma, e via dicendo.

Queste zeppole di carnevale non sono più zeppole con le patate ormai. Sono le zeppole di Nonna Teresa, sono “quelle” zeppole che a casa mia ti aspetti a Carnevale, a forma di ciambella imperfetta, ricoperte di zucchero, e lievitate appena appena, che si gonfino in cottura.

Si frigge a Carnevale. Anche in casa mia dove non lo faccio quasi mai. Scrivere ferma il pensiero su cose a cui di rado pensiamo a fondo, e non mi ero mai chiesta da dove provenisse in effetti questa ricetta di zeppole, nè mi ero mai chiesta perchè tutti i dolci di carnevale sono fritti.

E scopro che la ricetta che sto per proporvi è arrivata a mia nonna da lontano, da una persona che non c’è più, che ha lasciato ricordi bellissimi, piatti meravigliosi e questa ricetta così perfetta. E scopro qualcosa che non sapevo sui dolci di Carnevale. Riporto queste informazioni non con l’accuratezza di chi ha svolto una ricerca di valore bibliografico, ma con la fiducia di una nipote che racconta le storie sentite dalla nonna. La stessa delle zeppole, of course.

zeppole con le patate

Febbraio è il mese che segue la lavorazione del maiale, le cantine sono piene di strutto appena lavorato e “raccolto”. Me lo ricordo bianco e cremoso, conservato nei budelli naturali, me lo ricordo nei barattoli di vetro, usato per fare biscotti, (i biscotti di “zia Maria” di cui scrivevo sopra), o usato per le fritture, anche per queste di Carnevale. E scopro che tutti questi dolci di carnevale, frappe, castagnole (o mignozzoli), zeppole, cicerchiate, difficilmente erano riservati effettivamente al carnevale; forse succedeva nelle famiglie più ricche, di poter “sprecare” uova, zucchero, olio e strutto per accompagnare una mascherata. Ho scoperto invece che nella mente di mia nonna questi dolci sono, ancora oggi, i dolci dei “ricevimenti” per i matrimoni. Venivano infatti preparati in grandi quantità insieme ad altri “complimenti” e serviti a tutti gli invitati su dei vassoi che le ragazze del paese, vestite a festa e fiere del loro compito, portavano in giro nelle stanze adibite alla ricevimento.

Tempo fa dalla cantina della mia bisnonna ho portato via un vecchio mestolo forato, forgiato e battuto a mano, un vecchio strumento da cucina usato ovviamente per scolare i fritti. Sono anni che campeggia nella mia cucina, appeso sopra ai fornelli, confesso di non averlo usato mai, complice il bassissimo numero di volte che friggo. Ma la padella di ferro, mia nonna che impastava e raccontava, il mestolo era lì, ed è tornato a vivere dopo cinquant’anni, a scolare frittelli e sporcarsi di olio.

Le zeppole oggi non le friggiamo più nello strutto, ma sono sempre quelle, quel sapore e quel profumo indissolubilmente legato a allegria, neve, le mani impastate di nonna, la farina per terra e noi felici intorno! Quest’anno a spargere farina e pezzetti di impasto in giro c’era anche mio figlio accanto a mia nonna e vederli impastare insieme, 4 generazioni in un metro quadrato di cucina, a scolare le zeppole con quella schiumarola, che riportava con noi anche la quinta generazione, quella è la foto più bella, quella che non serve scattare, perché si imprime in una scheda di Memoria incancellabile.

Le zeppole di Nonna Teresa
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Ingredients
  1. 250 gr di patate lesse
  2. 3 uova
  3. 2 cucchiai di zucchero
  4. 3 cucchai di olio
  5. 1 bicchierino di rhum, o di un liquore a scelta
  6. 120 gr di burro a temperatura ambiente
  7. 1 bicchiere di acqua
  8. la scorza grattata di un limone non trattato
  9. 10 gr di lievito di birra fresco
  10. un pizzico di sale
  11. circa 600 gr di farina
Instructions
  1. Lessate le patate e pesatene 250 g, poi schiacciatele con uno schiacciapatate e lasciatele intiepidire.Intanto stemperate nel bicchiere di acqua il lievito di birra.
  2. In una ciotola capiente versate 500 gr farina e fate al centro un buco. Mettete lo zucchero, la scorzetta del limone, le patate,l'acqua con il lievito, l'olio ed il pizzico di sale ed iniziate ad impastare. Aggiungete un uovo per volta, il bicchierino di liquore, sempre impastando bene tra le aggiunte.
  3. Incorporate il burro a tocchetti, assicurandovi che sia ben amalgamato all'impasto. A questo punto regolatene la consistenza aggiungendo se servissero, gli altri 100 gr di farina. Dovrete avere un composto morbido ma con una consistenza tale che vi consenta di lavorarlo poi.
  4. Lasciate a lievitare l'impasto per un paio d'ore in ambiente caldo;
  5. Al termine della lievitazione riprendetelo, rovesciatelo su una spianatoia infarinata. Ricavatene delle ciambelle e friggetele in olio di oliva misto ad olio di semi, in proporzione di 2 parti olio di oliva e una di oliodi semi. girate una volta le zeppole, appena prendono colore, e poi scolatele, facendo assorbire l'olio in eccesso su apposita carta assorbente.
  6. Cospargetele ancora calde con zucchero semolato.
Notes
  1. Nel procedimento originale si dispone la farina a fontana su una spianatoia; nel mezzo si versano tutti gli altri ingredienti insieme; si lavora rapidamente il tutto dapprima con una forchetta e poi con le mani, e si procede come sopra.
Taste Abruzzo https://www.tastefromabruzzo.com/

zeppole con le patate

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