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Il borgo di Scanno

by Marianna Colantoni
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L’Abruzzo è pieno di borghi molto suggestivi: piccoli tesori architettonici arroccati tra le montagne, in un’atmosfera unica, dove spesso il tempo sembra essersi fermato. 

Tra quelli più caratteristici c’è sicuramente il borgo di Scanno, in provincia dell’Aquila, dove ad impreziosire un centro storico già bello di suo, c’è anche il lago a forma di cuore.
Scanno è noto anche come il “borgo dei fotografi” perché delle sue vie, delle sue tipiche costruzioni in pietra e della suggestiva atmosfera che richiama a cose di un tempo che fu e della sua gente, si innamorarono noti fotografi come Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci e molti altri.  

Scanno: il borgo dei fotografi

E fu proprio una fotografia scattata nel 1957 a Scanno da Mario Giacomelli ad entrare a far parte della prestigiosa collezione di opere fotografiche del Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Questa immagine è conosciuta come Il bambino di Scanno, o Scanno Boy e ritrae quattro donne in costume tradizionale – costume che ancora oggi viene indossato in speciali ricorrenze – ma l’unico soggetto a fuoco è un bambino, che procede con le mani in tasca e con un modo di camminare che sembra da adulto.

Scatto di Mario Giacomelli – “Il bambino di Scanno” o “Scanno boy”

Henri Cartier Bresson, pioniere del foto-giornalismo e maestro dell’istante decisivo immortalò Scanno nei primi anni ’50 e i suoi scatti sembrano evocare la sintesi dei luoghi e degli abitanti di Scanno: sulla pellicola le tradizioni del luogo rivivono nell’attimo di un’azione e tra gli scorci più caratteristici è documentata la vita della comunità. Le foto del borgo abruzzese sono state esposte in innumerevoli mostre internazionali e fanno parte della storia della fotografia mondiale.

Scanno 1951 – Henri Cartier-Bresson

Ma come vi ho anticipato, Cartier-Bresson non fu il primo e nemmeno l’ultimo fotografo a scoprire le bellezze di Scanno. Oltre venti anni prima di lui la fotografa tedesca Hilde Lotz-Bauer, catturò con la sua piccola Leica i volti delle donne e i panorami del borgo. La maggior parte dei soggetti ritratti da Hilde Lotz-Bauer sono proprio delle donne: donne al lavoro fuori dalle porte delle loro case, ragazze agli angoli delle strade intente nel lavoro del tombolo, donne che portano sulla testa le tipiche conche di rame, o mentre sono impegnate a mescolare un calderone con dentro foglie di frassino per tingere la lana delle gonne.

Incastonato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a 1.050 metri sul livello del mare, Scanno è uno dei Borghi più belli d’Italia e la sua magia da presepe vivente è di quelle che non si dimenticano tanto facilmente.

Scanno (AQ)

Adagiato tra la valle del Sagittario, la Montagna Grande e il Monte GodiScanno è una meraviglia ai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo. Casette addossate, stradine strette e tutt’intorno silenzio.

Cosa vedere e cosa fare a Scanno

La visita non può che iniziare dall’intricata rete di viuzze del centro storico, dove troverete i più bei palazzi nobiliari, i portali decorati, gli archi antichi, le scalinate e le chiese. Tipiche del paese sono le scalinate d’accesso alle proprietà conosciute come le cemmause.

Nel vostro tour alla scoperta di Scanno non potete perdere:

La Chiesa di Sant’Eustachio

È la chiesa patronale di Scanno e al suo interno sono conservate varie statue tra cui Sant’Agata, Sant’Apollonia, la Fede e la Speranza, Santa Lucia, Santa Barbara oltre a quella di Sant’Eustachio.

La Ciambella

Via Roma quando si immette in Via De Angelis, per scorrere in Via Silla e arrivare in Via Vincenzo Tanturri e in Via Abrami va a formare un lungo anello circolare conosciuto dai paesani come la Ciambella, seguite questo percorso per scoprire il centro storico lungo un percorso ad anello che parte e torna presso la chiesa parrocchiale.

La chiesa di Santa Maria della Valle

Si tratta della più importante chiesa del paese in stile romanico abruzzese. Nel corso della storia ha subito numerosi rimaneggiamenti. All’interno è possibile osservare tracce di affreschi medievali, mentre nel presbiterio è conservato un coro ligneo. La cappella a destra dell’entrata è intitolata a San Costanzo e ne conserva una reliquia giunta a Scanno intorno al Settecento.

Il Museo della Lana

Il Museo della Lana custodisce oggetti della vita quotidiana a Scanno nel periodo compreso tra il 1880 e il 1930. Sono stati ricostruiti alcuni ambienti di una tipica casa di pastori formate di solito da una cucina, una camera da letto, da una stanza del telaio e da una cantina. 

La chiesa di Sant’Antonio da Padova

La chiesa venne edificata tra il 1595 e il 1596 e fu impreziosita agli inizi del Seicento da stucchi e suntuosi altari. Interventi di ammodernamento vennero eseguiti nel corso dell’Ottocento e nel secolo scorso, quando si provvide anche al restauro completo degli interni.

La Madonna del Lago

La piccola chiesetta dedicata alla Vergine Annunziata, sorge sulle rive del lago di Scanno. Anticamente passava di lì un ripido sentiero, scavato nella roccia, che costituiva l’unico collegamento tra il borgo ed i paesi vicini. 

Piazza San Rocco

Una delle più belle piazze di Scanno dove affaccia un edificio residenziale che merita una sosta: Palazzo Mosca. 

Palazzo Nardillo 

Il palazzo che sorge nel quartiere di Codacchiola è interessante per il portale d’ingresso in stile barocco. Fu realizzato nel corso del Seicento e Settecento, non soltanto per residenze nobiliari, infatti, sono il segno di come l’attività agricola e la pastoria fosse florida in questo piccolo borgo montano. 

La Fontana del Pisciarello 

La fontana del Pisciarello la trovate in Porta Sant’Antonio ed è formata da una vasca rettangolare, sormontata da una nicchia a sesto ribassato, affiancato da due tozzi piedritti contenenti piccole vasche aggettanti dal filo della muratura che raccolgono le acque provenienti da due mascheroni.

La Fontana Sarracco

La fontana Sarracco si trova in largo Chiaffredo Bergia di fronte all’ex chiesa delle Anime Sante. La particolarità di questa antica fontana, che nel medioevo non faceva parte del nucleo abitato di Scanno, è che ogni cannella ha un mascherone su cui è raffigurato un ceto sociale; ognuno beveva dalla cannella che rappresentava il suo ceto sociale. 

Palazzo Rienzo 

Una delle più belle residenze di Scanno, realizzato tra i secoli XVII e XVIII e ristrutturato anche nel Novecento. Al centro della costruzione spicca un maestoso portale d’ingresso, a cui si accede tramite due rampe laterali simmetriche. 

Da non perdere

L’antico folklore e le tradizioni di una volta non vengono evocate però solo dalle vetrine che abbondano di monili, ricami e tombolo. Diverse sono le manifestazioni popolari, come Vivi il Costume, la settimana dedicata all’antico costume di Scanno. Sette giorni ricchi di iniziative, mostre e percorsi culturali per conoscere e apprezzare le usanze del passato attraverso un abito che è memoria e orgoglio di questo storico borgo. E ancora la festa delle Glorie di San Martino che si svolge a novembre, quando sulle alture circostanti il borgo, vengono innalzate delle enormi cataste di legno e ceppi, alte fino a venti metri. Queste pire vengono accese al tramonto e ardono tutta la notte creando effetti spettacolari. I giovani, nel rispetto della tradizione, si tingono il viso con il nero della fuliggine, inneggiando la propria contrada e improvvisando canti e balli. Al termine della festa il palancone ovvero il tizzone centrale del falò vincitore viene consegnato alla sposa novella che offre vino e dolci.

La cucina tipica

La cucina locale è legata quasi completamente alla pastorizia: formaggi di svariate tipologie, carne di pecora, secondi piatti di agnello e come dolci mostaccioli, amaretti e il tipico pan dell’orso a base di mandorle e cioccolato.

Altro prodotto tipico della zona è il fagiolo bianco di Frattura, una frazione di Scanno che si trova a 1260 metri di altezza. La semina, il raccolto, la battitura e la pulitura vengono svolte ancora a mano e la coltivazione è unica di questo paese. Vari tentativi di coltivazione in altre zone dell’Abruzzo sono stati fallimentari. I produttori sono in tutto una ventina e hanno portato questo prodotto nell’arca del gusto di Slow Food.

Biscotteria Artigianale e il tipico Pan dell’Orso di Scanno

In questo borgo vagamente surreale le arti manuali la fanno ancora da padrona: l’artigianato orafo soprattutto, e quello del ricamo con la lavorazione del tombolo e dei costumi tradizionali. Il vestito femminile scannese è un vanto per le donne del paese, un mix di influenze popolari italiane e arabe a causa delle invasioni che subì, saracena prima e ottomana poi . Tra le botteghe più belle da visitare quella dei Di Rienzo che conserva ancora una parte rimasta intatta con gli arnesi del vecchio laboratorio e gli antichi gioielli, e quella più moderna di Federica Silvani che lavora al tombolo sia pizzi che gioielli.

Ricami, tombolo e gioielli
La Presentosa

Come raggiungere Scanno

C’è un’unica strada per arrivare in questo bellissimo borgo e, solo questa, vale il viaggio!
La strada, costruita nell’Ottocento, attraversa la riserva naturale delle Gole del Sagittario e comprende la valle percorsa dal fiume Sagittario che si estende dal Lago di San Domenico a Villalago fino a Cocullo

CONSIGLIO: Il modo migliore per scoprire questa terra incantata è a piedi o in bicicletta seguendo uno dei tanti percorsi segnati dal CAI.

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