Home Special Guest “La scafata” creativa di Sara Bardelli

“La scafata” creativa di Sara Bardelli

by Laura Gioia
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Maggio. Voglia di sole, di natura, di aria buona. Voglia di una giornata al lago. In Umbria.
Ad attenderci, questo mese, c’è Sara Bardelli un architetto che ha deciso di raccontare la sua passione per il cibo su un blog raffinato e di alta qualità: qualcosa di rosso.

Ciao Sara! Siamo felicissime di ospitarti tra le pagine virtuali di Taste Abruzzo.
Il tuo blog è on line dal lontano 2007, sei una veterana! 😉 E da sempre la tua caratteristica è quella di approfondire il tema cibo. Quindi non solo foto e ricette, ma anche qualcosa in più. Ti va di raccontare ai nostri lettori quali sono quei valori essenziali che cerchi di trasmettere a chi ti segue?
Ciao ragazze, sono onorata di esser vostra ospite questo mese: seguo il progetto “Taste Abruzzo” da quando è nato e lo trovo davvero interessante e profondo. Per quanto riguarda il mio blog, in effetti sì… sono una cariatide del web 🙂 La mia passione per cibo e dintorni nasce sicuramente in famiglia: sia i genitori di mio padre che quelli di mia madre hanno fatto i contadini per tutta la vita, perciò il nostro approccio col cibo è stato un po’ come quello delle ostetriche coi neonati. Mi è stato insegnato di guardare il cibo con rispetto: quello per la terra, che va coltivata e non dissanguata; quello per gli animali, che vanno allevati con amore e non imprigionati; quello per i prodotti che con tanta fatica si coltivano, che vanno utilizzati al meglio e mai sprecati. Per questo nel blog, a modo mio, cerco di far trasparire anche questi aspetti che derivano dal mio vissuto e che per me sono importanti. E dunque mi piace parlare di stagionalità dei prodotti, di allevamento sostenibile e di tutto ciò che rende il cibo giusto, oltre che utile e piacevole.

In una frase la tua terra e il tuo legame con essa. Quanto influenza la tua cucina, il tuo modo di vivere e di essere…
Sono nata e cresciuta in una casa circondata di uliveti e campi coltivati, le colline e i boschi intorno, il lago Trasimeno sullo sfondo: per me l’Umbria è questo, terra e verde, acque dolci e aria pulita.

Parlando della nostra terra… che rapporto hai con l’Abruzzo? Lo hai mai visitato? Se sì, ti va di raccontarci quale luogo, piatto, sapore ti è rimasto nel cuore?  Altrimenti; se ti diciamo “Abruzzo”, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Sono stata in Abruzzo molti anni fa e non ci torno da un bel po’: visitammo il parco del Gran Sasso durante una meravigliosa vacanza di dodici giorni. Erano altri tempi: ricordo che viaggiammo per tutto il tempo in sei in una macchina senza che mai nessuno ci fermasse… eravamo tre adulti e tre bambini, senza cinture di sicurezza ma con una spensieratezza indimenticabile. E dunque ai fantastici funghi, agli arrosticini, al latte di montagna appena munto e alle tante bellezze naturalistiche viste durante la vacanza associo anche questo buffo ricordo un po’ anni ‘80 🙂

Allora è troppo che manchi dall’Abruzzo Sara! L’Umbria è vicina e noi ti aspettiamo per una bella mangiata a base di arrosticini, naturalmente 😉

Questo mese su Taste Abruzzo parliamo di formaggi freschi: gli animali tornano all’alpeggio e le prime erbette nate sui pascoli donano al latte un sapore speciale. Come le erbe aromatiche che, in questo periodo, danno il meglio con la loro profumata e colorata fioritura. 
Se ti chiedessimo un piatto, del tuo “bagaglio culinario umbro” legato o ispirato a questi prodotti, cosa ci proporresti?
Questo è senza dubbio il periodo delle fave fresche: la scafata, una zuppa umbra molto povera fatta con le fave fresche, la bietola e il pomodoro, è il primo piatto che mi viene in mente in associazione al mese di maggio. Ma alle fave si abbina perfettamente anche il formaggio: fave e pecorino sono un grande classico dell’alimentazione contadina. Io però amo molto ripensare in chiave creativa i piatti della tradizione ed arricchirli di nuove sfumature: con la maggiorana, l’erba aromatica preferita di mia nonna paterna e da sempre, in casa mia, abbinata alle fave, e col formaggio fresco di capra, ho realizzato questo piatto liberamente ispirato alla scafata. Può essere un modo diverso per gustare il formaggio oppure, servito in porzione più ridotta, può essere uno sfizioso antipasto.

Caprino, fave cicoriaq di Sara Bardelli

Crema di caprino al piatto, fave fresche, salsa “scafata” e pomodoro secco
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Per la crema di caprino
  1. 200 g di formaggio caprino fresco (della consistenza di una robiola)
  2. 200 g di panna fresca (non servirà tutta)
  3. 2-3 rametti di maggiorana fresca (solo le foglie)
Per la salsa “scafata”
  1. 12 foglie grandi di bietola
  2. 1-2 cucchiai di salsa di pomodoro, oppure 1 pomodoro pelato
  3. poca cipolla
  4. olio extravergine d’oliva fruttato medio
  5. sale
  6. poco peperoncino
Per completare il piatto
  1. 12 baccelli di fave fresche
  2. 3 pomodori secchi
  3. il succo di mezzo limone
  4. olio extravergine d’oliva
  5. poco sale
Instructions
  1. Crema di caprino: semimontare la panna, versare il caprino in una ciotola e unirvi la maggiornana finemente triturata nonché qualche cucchiaio di panna. La quantità necessaria varia a seconda della consistenza iniziale del caprino: più questo sarà solido, più panna occorrerà per ottenere una consistenza abbastanza fluida ma non troppo scivolosa. Mantecare a lungo con una spatola fino a lisciare accuratamente il composto. La crema che si vede in foto è leggermente più soda di quel che avrei voluto, tant’è che non si è disposta uniformemente nel piatto: sarebbe bastato aggiungere un altro cucchiaio di panna. Regolatevi comunque in base al risultato che volete ottenere. Disporre la crema sui tre piatti e riporre in frigo mentre si prepara il resto. Estrarre comunque dal frigo almeno 15 minuti prima di servire, altrimenti il gusto del caprino sarà meno intenso.
  2. Fave fresche: è preferibile utilizzare fave di piccole dimensioni perché più tenere e meno amare. Sbucciare e spellare una ad una le fave, dividerle a metà e condirle con poco sale, succo di limone e olio extravergine. Tenere da parte.
  3. Salsa di scafata: soffriggere dolcemente poca cipolla, finemente tritata, in un goccio d’olio extravergine. Unire la bietola lavata, scolata e tagliata a pezzettini. Unire poco pomodoro e lasciar appassire. Dopo qualche minuto, coprire d’acqua e cuocere per una decina di minuti, senza far asciugare troppo il liquido poiché servirà per la frullatura, perciò consiglio di regolare l’evaporazione col coperchio. A fine cottura, aggiungere il peperoncino, frullare finemente col minipimer aggiungendo un filo d’olio e aggiustare di sale.
  4. Completamento del piatto: i pomodori secchi solitamente vanno sbollentati per 5 minuti, quindi scolati, raffreddati in acqua fredda e conditi col l’olio extravergine e, a piacere, altri aromi: io ho fatto questa operazione il giorno precedente ma si può fare anche al momento, ad esempio durante la cottura della bietola. Disporre gli elementi in modo casuale sui piatti ricoperti di crema di formaggio.
Notes
  1. Come si vede in foto, io ho aggiunto degli ulteriori filetti di bietola cruda ma non sono indispensabili dal punto di vista del gusto, poiché il sapore degli altri elementi comunque copre quello della bietola cruda: comunque, dal punto di vista estetico sono utili, e donano un’ulteriore freschezza tattile al palato insieme a quella delle fave crude. Se riuscirete a giocare con le temperature degli elementi (la crema fresca, la salsa calda, le fave a temperatura ambiente ecc…) otterrete un contrasto molto interessante.
Taste Abruzzo https://www.tastefromabruzzo.com/

Fave di Sara Bardelli

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2 commenti

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sara b 21/05/2015 - 09:04

Grazie ragazze, è un onore per me aver dato un piccolo contributo al vostro bellissimo progetto. Un abbraccio e a presto!

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La Redazione
La Redazione 26/05/2015 - 07:16

Grazie mille a te Sara per essere stata nostra ospite! Speriamo di vederti presto dalle nostre parti 😉

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