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Pane Senatore Cappelli

by Elisa Ceccuzzi
2 commenti

Mi trovo sempre in difficoltà quando devo scrivere di una cosa così semplice come: il pane.

La difficoltà deriva dal fatto che per me parlare di pane, non è parlare di un singolo alimento o di una singola di ricetta, ma è parlare dell’Alimento più prezioso che abbiamo, il più semplice ma senza dubbio quello che ha più significato filosofico, storico e soprattutto che mi sta più a cuore.

Sono davvero onorata oggi di poter scrivere di pane e del pane di una terra come l’Abruzzo, dove i grani antichi sono ancora macinati nei mulini e dove Saragola, Senatore Cappelli e Solina, sono ancora varietà che resistono ad opera di piccoli artigiani e agricoltori che lo producono con fatica.

Il Senatore Cappelli è  un cultivar di grano duro,  venne rilasciato dall’agronomo Strampelli nel 1915, il nome è un omaggio al Senatore Raffaele Cappelli e fu una delle varietà protagoniste della “battaglia del grano” del periodo fascista. Rimane nel nostro paese una delle più coltivate per i decenni successivi in tutto il centro-sud, poi venne abbandonata rapidamente con l’avvento delle varietà moderne più produttive.

Negli anni alcuni non l’anno mai abbandonata, attualmente invece, c’è stato un ritorno a questi cereali antichi e dall’Abruzzo al sud del nostro paese in tanti sono tornati a produrlo.

Per me il pane è un immagine.

L’immagine della pagnotta poggiata sull’avambraccio sinistro della mia bisnonna, tenuta ferma tra la mano e il suo bicipite. Un coltello nella mano destra e la pagnotta che riusciva a tagliare a fette mentre lei la teneva ferma così. Riusciva a ricavare delle fette regolari, anche se era in campagna, in piedi, con il gatto che le tormentava la caviglia.

Pane senatore cappelli1  Il pane profumava di lievito madre e a me abituata al pane di Roma, quello: duro e dall’odore acido, non mi piaceva. Come cambiano le cose….

PAGNOTTA SENATORE CAPPELLI
(per una pagnotta da 1 kg)  
150 g di pasta madre rinfrescata
500 g di semola di Senatore Cappelli
macinata a pietra

300 ml di acqua
un pizzico di sale
Sciogliere il lievito madre nell’acqua e iniziare ad aggiungere semola, impastando. Aggiunger anche il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere una palla bella liscia e omogenea.   Mettere in una ciotola e lasciar lievitare 5 ore a temperatura ambiente.   Rovesciare l’impasto su un piano infarinato, dargli una forma tondeggiante, trasferirlo su una teglia da forno e lasciarlo lievitare ancora due ore.   Incidere la superficie con un taglierino affilato facendo i tipici tagli a formare un quadrato. Accendere il forno a 250°, infornare e cuocere per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°, continuando la cottura per altri 25-30 minuti.

Pane senatore cappelli3

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2 commenti

Pane di grano duro Senatore Cappelli | Kitty's Kitchen 18/01/2016 - 09:53

[…] Quindi con un grano così importante storicamente per il nostro paese, sono finita a unire acqua farina e lievito padre per fare un pagnotta che sapesse di altri tempi, che mi ricordasse l’immagine di una donna forte come la mia bisnonna. Ma tutta la storia e la ricetta la trovate su Taste Abruzzo. […]

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Simo 18/01/2016 - 19:47

Ho da poco di nuovo adottato la pasta madre nella mia cucina…quindi voglio provare…è superlativo questo pane!
Io ho la semola rimacinata, va bene ugualmente secondo te?
Bacione

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kitty's kitchen 21/01/2016 - 11:14

Ciao Simo,
si va bene, puoi tranquillamente provare.
Fammi sapere come viene!

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