Home Collina Pesche dolci abruzzesi

Pesche dolci abruzzesi

by Laura Gioia
1 commento

Giugno volge al termine e oggi Taste Abruzzo conclude il suo viaggio tra usi, costumi e tradizioni legati ai matrimoni abruzzesi.

Con amaretti, ferratelle, pizza dolce, biscotti tagliati, limoncello e vov abbiamo intrecciato storie e racconti di spose abruzzesi.
Lungo questo percorso tra i banchetti nuziali nostrani non potevano mancare loro, i dolcetti che per forma, colore e profumo ricordano il frutto a cui sono ispirate: le pesche dolci.
pesche dolci abruzzesi_laura gioiaDue semisfere di biscotto, per dare la forma, una golosa crema a farne il nocciolo e a tenerle insieme, uno sciroppo all’alchermes per imprimere il colore, lo zucchero semolato che le ricopre a ricordare la buccia, la fogliolina di menta come decorazione: tutto nelle pesche dolci non è fatto a caso, ma pensato per imitare il frutto del pesco!

Le ricette, come succede sempre per i dolci della tradizione, sono infinite. Ogni donna abruzzese ha qualche foglietto ingiallito nell’agenda con la sua ricetta di famiglia, tramandata dalla nonna, dalla zia, dalla vicina di casa. Prima dell’avvento dei moderni forni elettrici, con decine di programmi di cottura, i biscotti per le peschine venivano cotti nei forni a legna, dopo l’infornata del pane.  Gli ingredienti base per i biscotti sono uova, zucchero, farina e olio extravergine di oliva. Nelle ricette originali spesso è prevista l’aggiunta dello strutto, oggi sempre più spesso sostituito dal burro. Difficilmente nella pasticceria tradizionale abruzzese troviamo il burro tra gli ingredienti, ma credo nessuno rischi di incorrere nell’eresia preparando le peschette con del buon burro di malga! pesche dolci_laura gioia

Le pesche dolci, diffusissime nelle nostra regione, hanno caratteristiche molto diverse dalla semplicità dei dolci contadini abruzzesi. Le loro origini, in effetti, vanno cercate al di fuori dei nostri confini regionali.
Le prime pesche sembra siano state realizzate a Prato, ai tempi dell’Unità dell’Italia. Dapprima i fornai le realizzavano con il vecchio pane raffermo, la ricetta man mano è stata raffinata dai pasticceri pratesi che lo hanno sostituito con la pasta brioche. 
Le pesche dolci si sono poi diffuse, con varie modifiche, nell’altre regioni dell’Italia centrale.
Famose sono  le pesche dolci di CastelBottaccio, molto simili alle nostre. Non c’è da stupirsi, CastelBottaccio è in Molise e in varie occasioni, su queste pagina, abbiamo avuto modo di constatare come le tradizioni delle due regioni, unite fino a qualche decennio fa, si fondano e confondano. 

Pesche dolci abruzzesi
Print
Ingredients
  1. Ingredienti per 44 semisfere
  2. 500 g di farina petra tipo 2
  3. 225 g di zucchero
  4. 2 uova
  5. 100 g di burro (ex strutto)
  6. 1/4 bicchiere di olio extravergine di oliva
  7. 1/4 bicchiere di latte
  8. 1 limone bio
  9. 1 bustina di lievito
  10. Per lo sciroppo
  11. 160 g di zucchero
  12. 100 g di acqua
  13. 60 g di alchermes
  14. 2 cucchiai di aurum
  15. Crema spalmabile alla nocciola o crema pasticcera per farcire
Instructions
  1. Frullate il burro, a temperatura ambiente, con lo zucchero.
  2. Aggiungete poi le uova, la buccia di limone grattugiata, il latte, l'olio ed infine la farina setacciata con il lievito. Lavorate un po’ l’impasto fino a farlo diventare liscio ed omogeneo.
  3. Ricavatene delle palline (10 g circa caduna) e cuocetele in forno a 180°, modalità ventilato, per 5/6' minuti. Una volta tiepide, con un cucchiaino, scavate delicatamente la base.
  4. Preparate la bagna: unite l'acqua e lo zucchero nella casseruola e portarla a bollore. Fate bollire circa 3 minuti. A fuoco spento, unite l'alchermes e l'aurum.
  5. Ora riempitele con la crema pasticcera o con la crema alla nocciola. Passatele velocemente nella bagna di alchermes ed infine rotolatele nello zucchero. Decorate con una fogliolina di menta. Servite dopo 24 h.
Notes
  1. Le peschette farcite con la crema pasticcera vanno conservate in frigo.
Taste Abruzzo https://www.tastefromabruzzo.com/
pesche dolci abruzzesi_laura gioia

Ti potrebbe interessare:

1 commento

Avatar
Lea 25/11/2016 - 06:53

Siamo sicuri che siano abruzzesi.
Perché vengono fatte anche nelle Marche, Romagna e Toscana e ognuna di queste terre ne rivendica la paternità.

Comunque considerando che la zona di maggiore produzione è quella parte di Romagna e Marche che confina con la Toscana e considerando che l’Alchermes è una liquore di origine toscana, penso proprio che la giusta paternità sia quello Tosco-Romagnola.

Rispondi

Lascia un commento

UA-54670811-1