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Storia di un seme perduto che finisce in una zuppa: la roveja

by Laura Gioia
2 commenti

Gennaio. Il mese delle nevicate, del freddo e del gelo, noi di Taste Abruzzo lo abbiamo dedicato a piatti caldi e confortevoli. Vi abbiamo raccontato le nostre ricette tipiche: tagliolini in brodo, anche con il pesce, e sagnette e fagioli. Per concludere non poteva mancare la zuppa di farro e legumi.

Il legume che ho scelto oggi per voi è la roveja. Adoro la sua consistenza, il suo sapore vagamente selvatico, indefinito tra il pisello e la fava.

L’ho scelta anche perché sono rimasta conquistata dalla storia della sua riscoperta…una storia che val la pena essere raccontata.

zuppa di farro e roveja

Roveja, rubiglio, corbello, pisello dei campi, pisello selvatico, pisello grigio, field pea in inglese pois gris per i francesi. Tanti nomi diversi per indicare un unico legume per lungo tempo considerato un ‘erba infestante.

La roveja fa parte di quelle colture che per lunghi decenni sono rimaste dimenticate. Il lavoro faticoso che comporta la loro coltivazione, ”che spezzava la schiena” come dicevano i nostri nonni, ha fatto si venissero messe da parte in seguito all’industrialiazzazione e alla standardizzazione dell’agricoltura.

Questo succedeva più o meno negli anni 50/60.

Circa quarant’anni dopo due donne umbre mentre erano tutte intente a mettere in ordine una vecchia cantina dopo il terremoto del ’97 si trovarono tra le mani un polveroso barattolo pieno di semi colorati. Sono verdi, rossi, marroni e neri e c’è anche un biglietto ingiallito all’interno con su “ROVEJA”!

La loro buona volontà le ha portate a riprendere la coltura del legume dimenticato. Anno dopo anno la produzione è aumentata e i piccoli sacchetti di roveja, di fiera in fiera hanno incontrato l’in­te­resse di Slow Food, diventando così nel 2006 presidio protetto.

Grazie all’opera di piccole aziende agricole, legate ai valori e ai sapori di una volta, la coltura della roveja è uscita dai confini dell’Umbria.

Anche in Abruzzo è finalmente ricomparso nei nostri campi e sulle nostre tavole questo antico e prelibato legume.

Tanti, tantissimi, i modi per gustarlo: in zuppa o nella minestra, come vi ho anticipato qualche rigo fa, in insalata con le cipolle, oppure con la sua farina si può preparare un’ottima polenta.

Intanto vi lascio la ricetta della zuppa!
ROVEJA

Zuppa di farro e roveja
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Ingredients
  1. 300 g di roveja
  2. 200 g di farro
  3. 1 cipolla
  4. 1 carota
  5. 2 cucchiai di passata di pomodoro
  6. alloro
  7. timo
  8. rosmarino
  9. peperoncino
  10. aglio
  11. 2 fette di pane casereccio
Instructions
  1. Lasciate la roveja a bagno per un giorno, eliminate eventuali impurità.
  2. In una pentola dal fondo spesso, versate due cucchiai di olio, la cipolla, il sedano e la carota tritati finemente e la foglia di alloro. Fai soffriggere a fuoco basso poi aggiungi la roveja, il timo, il rosmarino, qualche se di peperoncino e la passata di pomodoro. Aggiungete un pizzico di sale, mescolate bene e coprite il tutto con l'acqua.
  3. Lasciate cuocere per circa un'ora a fuoco molto basso (deve appena sobbollire) mescolate spesso e controllate che non si asciughi troppo, eventualmente aggiungete un mestolo di acqua bollente. A mezz'ora dell'inizio della cottura aggiungi il farro ben lavato.
  4. Nel frattempo preparate i crostini: tagliate il pane in piccoli cubetti e arrostiteli in una padella antiaderente con un filo d'olio, uno spicchio di aglio e un po' di rosmarino.
  5. Servite la zuppa con i crostini, dorati e croccanti, e ultimate con un filo d'olio versato a crudo.
Taste Abruzzo https://www.tastefromabruzzo.com/

zuppa di farro e roveja

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2 commenti

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Fabiola 30/01/2015 - 16:15

Non lo conoscevo questo legume dove si può acquistare? Grazie mille

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Laura Gioia
Laura Gioia 30/01/2015 - 20:59

Ciao Fabiola 🙂 se vivi in Umbria, nelle Marche o in Abruzzo puoi provare ad informarti se ci sono aziende della tua zona che lo producono. Oppure on line, si trova facilmente…

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