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Una ricetta della tradizione natalizia abruzzese che vive in Lussemburgo

by Marianna Colantoni
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Come ormai sapete, a noi di Taste Abruzzo piace raccontare storie e non dare solo ricette perché, molto spesso, sono proprio queste a intrattenerci con la loro narrazione. Eh si, perché così come accade con le canzoni, con i libri o i film che ci restano più impressi nella memoria, ci sono piatti, sapori, profumi, odori, colori e, perché no, anche suoni, che ci portano a vivere emozioni in grado di riportarci all’esatto attimo in cui le abbiamo provate la prima volta.

Ecco, questo post, arrivato in redazione per partecipare come fuori contest, ne è la testimonianza più diretta. La protagonista si chiama Luce, vi diremo che è nata in Lussemburgo, ma ha origini abruzzesi. Il resto, ve lo facciamo raccontare da lei. Perciò, mettetevi comodi e, se avete la possibilità di gustarvi una buona tazza di cioccolato o té caldo, lasciatevi coccolare dalla sue parole…buona lettura! 

“Pochi, o forse molti, sanno ormai che sono nata in Lussemburgo dove ho vissuto per 20 anni…i miei primi 20 anni… il che significa che ho una formazione (chiamiamola così) mitteleuropea, vedi per il contesto in cui sono cresciuta, ma anche italiana, nonché abruzzese, viste le origini della mia famiglia.

Le abitudini erano una meravigliosa (ma anche stranissima) miscela di tradizioni franco-tedesche e di profumi (soprattutto culinari) abruzzesi.
Per rimanere nel periodo natalizio, che è quello richiesto nel contest dei nostri amici di Taste Abruzzo, i profumi, gli ingredienti, i colori nordici e mediterranei…tutto finiva armoniosamente a tavola. Dal Kugelhopf della nostra fantastica vicina di casa, Madame Mutter di origine alsaziana, che mi donò prima di trasferirsi nei Paesi Baschi, lo stampo in terra cotta che era stato di sua madre e che custodisco religiosamente, alla Stollen di Madame Becker, la vicina esperta di dolci tedeschi, ai cestini di celli ripieni, fritti con i ceci, treccine di patate all’uvetta e anice che mia madre donava alle sue amiche sempre e rigorosamente la Vigilia di Natale.

Il periodo di Natale iniziava per me il 6 dicembre con l’arrivo di Santa Klaus e i suoi doni, poi c’era il 13 dicembre, Santa Lucia, e poi si apriva il mercatino di Natale in centro e poi i doni distribuiti dalle autorità ai figli dei funzionari della CEE (tipo serata di gala per i bambini tutti in alta uniforme, diligentemente istruiti a casa sulle cose da fare e soprattutto su quelle da non fare…)

Ma il vero momento natalizio iniziava per me quando insieme a mamma potevo aiutare in cucina e mi permetteva di mettere le mani in pasta e soprattutto quando mi permetteva di aiutarla a fare i frascarelli, piatto preferito di suo nonno e che solo lei sapeva preparare, secondo il trisavolo, divinamente.

Questo piatto è stato poi sempre riproposto (anche quando nonno Angelo ci aveva lasciato) nei giorni di Natale, in memoria di lui.
Ecco quindi il piatto della tradizione che ho scelto di presentare : i frascarelli o granetti.

Piatto povero della tradizione contadina, quella dei frascarelli o granetti è una ricetta antichissima di cui si sta perdendo l’usanza.

Frascarelli o Granetti
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Ingredients
  1. Farina bianca e/o farina di grano di solina
  2. acqua calda
  3. olio evo
  4. guanciale o pasta di salsiccia
  5. aglio
  6. cipolla
  7. peperone dolce trito
  8. peperoncino piccante
  9. odori a scelta
Instructions
  1. Cospargere su una spianatoia uno strato di farina, quindi spruzzatevi sopra acqua calda con le mani o con la “frasca” (specie di piccola spazzola fatta di ramoscelli o frasche) per far sì che la farina si rapprenda in piccoli grumi.
  2. Contemporaneamente con il palmo della mano o con le dita, girare in modo da formare delle piccole palline di pasta. Passare il tutto al setaccio per cui, una volta eliminata la farina non amalgamata con l'acqua, nel setaccio rimarranno dei piccoli grumi di pasta di forma irregolare del diametro di pochi millimetri.
  3. A questo punto in una pentola, preparare un soffritto aggiungendo all'olio di oliva un battuto con guanciale o pasta di salsiccia, aglio, cipolla, peperone dolce trito e peperoncino secco piccante e altri odori a scelta. Far rosolare il tutto.
  4. In un tegame far bollire abbondante acqua salata e mettere a cuocere i "frascarelli". Durante la cottura aggiungere acqua o brodo in quantità tale da ottenere alla fine un composto molto denso.
  5. Versare nei piatti e cospargere con il composto preventivamente preparato.
Notes
  1. Quando è periodo di fave, sbucciare le fave fresche, sbollentarle e sostituire alla carne.
Adapted from Ricetta tratta dalla tradizione contadina abruzzese
Adapted from Ricetta tratta dalla tradizione contadina abruzzese
Taste Abruzzo https://www.tastefromabruzzo.com/
Voilà, questo piatto povero ma gustoso di cui tutti andiamo pazzi, portato nel Gran Ducato del Lussemburgo negli anni ‘60, viene tutt’ora servito in casa (si perché, ogni anno a Natale torno a casa …in Lussemburgo… per ripetere diligentemente i rituali di famiglia. E vi assicuro che è molto divertente vedere i frascarelli di nonno Angelo serviti dopo il foie gras e prima del cappone farcito alle castagne di cui si occupa ormai da qualche anno la mia adorata nipote che vive in Svizzera.
Natale, momento magico in cui tutti rientriamo dalle varie parti del mondo e unico momento dell’anno che ci vede tutti riuniti intorno ai frascarelli di abruzzese memoria.”  

Story e ph. by Luce Palumbo

Foto Luce P.

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