La tradizione del 1° Maggio in Abruzzo è il fascino della festa dei Serpari di Cocullo

Il 1° maggio è un giorno carico di significati in tutta Italia, ma in Abruzzo questo giorno assume un'atmosfera unica, ricca di tradizioni millenarie che affondano le radici nella storia e nella cultura di questa terra affascinante.

by Marianna Colantoni
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Il 1° maggio in Abruzzo c’è un appuntamento imperdibile, quello dei Serpari di Cocullo, un rito antico che incanta e meraviglia i visitatori da secoli. La più famosa e misteriosa celebrazione folcloristica abruzzese è un evento in cui si fondono le usanze pagane e la tradizione cristiana: la devozione per San Domenico, protettore dal morso dei rettili, si intreccia con il rito arcaico dei “serpari”.

Si narra che San Domenico, minacciato di morte, fuggì da Villalago – altro borgo di cui è patrono dove, nella chiesa principale del paese è conservato un suo molare – per raggiungere Cocullo. Lasciando il paese frappose tra se e i suoi aggressori un orso a guardia della strada. 

Il rito dei Serpari di Cocullo

Il 1° maggio, il piccolo borgo di Cocullo si anima di colori, suoni e profumi, mentre i serpari si preparano per la loro impresa. Indossando abiti tradizionali, già da fine marzo si avventurano nei boschi circostanti alla ricerca dei serpenti. Una volta catturati, i rettili vengono custoditi con cura e attenzione, in scatole di legno (in tempi remoti dentro dei contenitori di terracotta) per 15-20 giorni nutrendoli con topi vivi e uova sode.

Le specie che vengono raccolte sono in genere la biscia dal collare, il cervone, il saettono e il biacco, tutti rigorosamente non velenosi.

Al termine delle festa tutti i serpenti catturati vengono liberati, tornando nel loro ambiente naturale.

Questa usanza, anticamente era legata ai riti pagani dei Marsi, antico popolo italico che in questa area d’Abruzzo risiedevano. Oggi, viene celebrata in onore di San Domenico che è ritenuto protettore dal mal di denti, dai morsi di rettili e dalla rabbia.

Ma chi era questo personaggio? San Domenico era un monaco benedettino di Foligno che attraversò il Lazio e l’Abruzzo fondando monasteri ed eremitaggi. A Cocullo si fermò per sette anni, lasciando un suo dente e un ferro di cavallo della sua mula, divenute delle reliquie.

Per questo la mattina della ricorrenza – che anticamente era il primo giovedì di maggio – nella chiesa a lui dedicata, i fedeli tirano con i denti una catenella per mantenere i denti stessi in buona salute e poi si mettono in fila per raccogliere la terra benedetta che si trova nella grotta dietro la nicchia del santo. La terra sarà poi tenuta in casa come protezione dagli influssi malefici, sparsa nei campi per allontanare gli animali nocivi oppure sciolta nell’acqua e bevuta per combattere la febbre.

Statua di San Domenico ricoperta di serpentiLa cerimonia e la statua di San Domenico coperta di serpenti

La cerimonia ormai fissata il 1° maggio si ripete immutata da molti anni: durante la messa celebrata nella chiesa di Cocullo i fedeli fanno dei veri e propri rituali propiziatori dall’antico sapore pagano, ma convertiti e immersi nel sostrato religioso del culto di San Domenico, uno dei santi più famosi nel centro Italia, che con il suo pellegrinaggio ha toccato molti luoghi di queste zone.

Prima dell’inizio della processione i serpari mostrano ai pellegrini tutti i serpenti catturati precedentemente, facendoli toccare alla folla in modo da contrastare le paure per la natura e il soprannaturale.

Una volta incamminatasi sulle spalle di quattro portatori, la statua del santo viene cosparsa dai serpenti e toccata da tutti i fedeli. Si consuma, così, un rituale dal forte valore catartico di celebrazione del santo, visto non solo come il protettore dalle insidie della natura (come il mal di denti e il morso dei serpenti), ma anche da tutti i mali del mondo.

Eh già, perché superare il terrore del contatto con i serpenti, ritenuti animali pericolosi da evitare in qualunque situazione, significa superare il terrore dell’incertezza della vita.

Cocullo overviewCon le sue strette stradine lastricate e le case di pietra che si arrampicano lungo il pendio, Cocullo è un piccolo tesoro tutto da scoprire. Immagina di passeggiare tra i vicoli, respirando l’aria fresca e godendo della vista mozzafiato dei monti circostanti. Scopriamo insieme cosa vedere e fare a Cocullo per un’esperienza immersa in questo luogo, che richiama il fascino dei culti di una volta.

Cosa vedere a Cocullo:
  • Chiesa di San Domenico: questo antico luogo di culto è il cuore pulsante di Cocullo è dunque una tappa immancabile per ammirarne l’architettura sacra e scoprire la storia del paese.

  • Museo delle Tradizioni Popolari: ospitato in alcune sale del palazzo comunale, prevede un allestimento multimediale curato dal professor Valerio Petrarca e realizzato dalla casa editrice Sinapsi. Si tratta di un percorso ricco di foto significative che ripropongono i momenti più suggestivi del rito dei Serpari. Inaugurato nel 2004, il museo è intitolato alla memoria del professor Alfonso Di Nola, il famoso antropologo scomparso nel 1997, cittadino onorario di Cocullo e profondo studioso della Festa di San Domenico e del rito dei Serpari

  • Passeggiata nel centro storico: è quello che consiglio sempre quando ci si vuole immergere in un luogo che non conosciamo: perdersi tra i vicoli di Cocullo è un’esperienza affascinante. Ammira le antiche case in pietra, le fontane e gli angoli pittoreschi che raccontano secoli di storia.

  • Escursione al Parco Nazionale d’Abruzzo: Cocullo è circondato da paesaggi mozzafiato del Parco Nazionale d’Abruzzo. Dedica del tempo a esplorare sentieri escursionistici per ammirare la flora e la fauna locale e goditi la natura incontaminata.

  • Cucina locale: assapora i sapori autentici dell’Abruzzo nei ristoranti e nelle trattorie di Cocullo. Gusta piatti tradizionali come la pasta alla chitarra, l’agnello arrosto e i formaggi locali, accompagnati da vini pregiati della regione.

  • Visita i borghi circostanti: Cocullo è il punto di partenza ideale per esplorare altri affascinanti borghi abruzzesi, come quelli immersi nelle suggestive Gole del Sagittario, o i principali punti di interesse della Valle Peligna con le bellissime cittadine di Sulmona e Pacentro

Un altro viaggio questo a Cocullo, che ci porta a scoprire la bellezza dell’Abruzzo delle tradizioni, quelle ancora vive e fortemente sentite dalla popolazione locale e non solo, in grado di lasciare ricordi che dureranno per sempre.

E tu ci andrai e sconfiggerai la tua paura per i rettili?

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