La coppia vincente dell’estate abruzzese? Fichi caramellati e pecorino!

Forse non sapete che anticamente l’albero di fico era considerato sacro e i suoi frutti, carnosi e dolcissimi, simbolo di abbondanza. E’ un albero generoso, che spesso, anche senza cure particolari, regala una produzione molto ricca. La sua esistenza è attestata in documenti antichi: basti pensare che nel Vecchio Testamento Adamo ed Eva indossavano per coprirsi le sole foglie dell’albero di fico e qualcuno ipotizza che il frutto proibito non

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Il sapore dei prati di maggio: pesto di finocchietto selvatico

Passeggiando nelle campagne abruzzesi in primavera, tra gli ulivi in particolare, non è difficile imbattersi in piccoli cespugli di finocchietto selvatico, erba aromatica spesso sottovalutata o completamente trascurata. Ha invece un profumo fresco e molto gradevole che ben si presta ad arricchire e rendere speciali piatti di ogni tipo: carni, pesce, focacce o una semplice insalata di pomodori, avranno sicuramente un aroma unico se accompagnati da questa erba odorosa che

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La colazione di Pasqua in Abruzzo

Se volessimo rispettare completamente le tradizioni del nostro Abruzzo dovremmo allestire una colazione per la mattina di Pasqua molto ricca e variegata nelle portate: uova, salame, coratella…. e naturalmente la pizza di Pasqua, sia nella versione salata al formaggio che nella variante dolce! Insomma quasi un pasto completo che anticipa di qualche ora il pranzo pasquale vero e proprio! Difficile immaginare che oggi si riesca a rispettare questa tradizione! Però

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La Pasqua in Abruzzo è anche “coratella”

Il termine “coratella” si riferisce alle interiora degli animali di piccola taglia come pollo, coniglio e agnello. Dalle mie parti si usa cucinare la coratella d’agnello per Pasqua. Di solito si serve come antipasto, ma questa è tradizione recente. Originariamente anche la coratella, così come il salame, le uova sode e la “pizza di Pasqua” al formaggio, rappresentavano la ricca colazione della mattina di Pasqua. E’ difficile dire quale sia

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La semplicità di una minestra in una giornata d’inverno

Gennaio è il mese più lungo e freddo dell’inverno! E’ il mese in cui più di ogni altro si ha voglia di un cibo semplice e genuino, dopo la ricchezza e, in alcuni casi, ricercatezza dei pranzi delle feste! A me capita questo: dopo aver tanto sperimentato in cucina e aver preparato i piatti tipici della tradizione Natalizia, a gennaio riscopro zuppe e minestre essenziali e confortanti! Senza il severo

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Il cenone della Vigilia in Abruzzo e la ricorrenza della cabala

Le Feste si avvicinano e in ogni casa si sceglie il menù per il pranzo di Natale e per il cenone della Vigilia. Si rispolverano le antiche tradizioni e allo stesso tempo si introducono quelle piccole novità che rendono le festività originali ogni anno! Nella mia famiglia si è sempre cercato di rispettare le tradizioni: eppure, se penso al menù dei miei ultimi Natali, mi rendo conto che, a parte qualche

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Un piatto povero alla Corte degli angioini

Come tutte le storie antiche anche questa inizia con il più classico “C’era una volta…” Protagonista del nostro racconto è un piatto povero, facile da realizzare con pochi semplicissimi ingredienti. Eppure, nell’atto di mettersi a tavola di fronte ad una fumante zuppa di ceci e castagne, si ha la certezza di ripercorrere la storia del popolo abruzzese, o almeno di parte di esso! Di quei carbonai e boscaioli che vivevano sulle montagne dell’Appennino e che proprio

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Pane di patate con farina di grano solina

“Ogni grano torna a solina!” Il motto che introduce l’articolo la dice lunga su quanto sia stato diffuso e popolare il grano solina nel passato abruzzese! Si tratta di un tipico grano tenero e autoctono, che trova il suo ambiente ideale nell’entroterra montano d’Abruzzo, tra i comuni dell’Aquilano (Parco Nazionale del Gran Sasso) o in alcuni comuni pedemontani del Chietino. Molto resistente alle basse temperature, questa particolare tipologia di frumento ha una rusticità che gli

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Il Mosto Cotto

Passeggiare tra i vicoli dei borghi abruzzesi tra settembre e ottobre significava, fino a qualche anno fa, immergersi nell’atmosfera allegra e suggestiva della vendemmia e della conseguente spremitura dell’uva. E tra profumi e chiacchiere festose si svolgeva, come un rito, la preparazione del vino e dell’immancabile mosto cotto! Non che ora non sia più possible imbattersi in scenari come quello poc’anzi raccontato, ma sempre più raramente le famiglie producono in casa il vino per il proprio consumo.

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