Home Collina Il forno a legna della casina arancione e una focaccia semplice e buona

Il forno a legna della casina arancione e una focaccia semplice e buona

by Patrizia Marini
2 commenti

C’è una casina arancione immersa nel verde di una collina baciata dal sole. Davanti, c’è un cortile pieno di luce circondato da fiori multicolori. Quattro scale conducono al portone d’ingresso. Ad un lato della porta, c’è una scrostatura scura a forma di barca, di quella barchetta di carta attaccata con la colla da noi bambine vivaci, e poi tirata via insieme alla vernice.

Dietro, un vecchio ed imponente noce fa ombra al punto più panoramico : laggiù, tra ulivi, vigne rigogliose, orti curati e pieni di ogni ben di Dio, alberi da frutto e spazi aperti adibiti alle colture stagionali, il mare si mostra in tutta la sua maestosità tanto che certi giorni, pare di sentirne il fragore delle onde, tra la brezza che soffia indisturbata. A mio nonno piace starsene lì, in piedi o seduto su un vecchio tronco tagliato, ad osservare i colori delle sue vigne, della sua terra.

Solo pochi metri all’interno del cortiletto, separano la casina arancione da una costruzione bassa di mattoni rossi a vista. Niente di prefabbricato, ma un’altra casetta vera e propria, con un patio che custodisce un piccolo, grande cuore : il forno a legna . Ha una porticina semiovale di ferro, con grossi bulloni scuriti dal tempo che è lo sportello. Di fianco, dalla sporgenza dei mattoni che formano una mensola, c’è appoggiato un sasso che è diventato liscio, tante volte è stato usato per dare qualche colpetto al chiavistello che chiude lo sportello. E’ l’angolo preferito di mia nonna , se ne occupa sempre lei. Adora preparare il fuoco ed aspettare che sia pronto per infornare.

Quante cose buone escono da quel forno a legna …

Nei miei ricordi, è il suo profumo che aleggia ancora, come un “profumo dal passato” indelebile . Un profumo che impregna l‘aria del pane appena sfornato, dei biscotti da inzuppare nel latte, delle ciambelle, dei maritozzi con l’anice e delle pizze di Pasqua. Delle focacce ,semplicemente chiamate “pizza” con tanto, succoso pomodoro. La focaccia che ho voluto preparare per voi, per il mio appuntamento con Taste Abruzzo.Una focaccia tanto semplice quanto buona, stra-buona! Occorrono solo pochissimi ingredienti per prepararla e non prevede l’uso della mozzarella o di altri formaggi. Solo pomodori rossi maturi, un bel peperone dolce anch’esso rosso e tanto, tantissimo prezzemolo, il tutto condito con olio buono e sale.

Ed anche se non ha lo stesso profumo della focaccia sfornata da mia nonna dal suo forno a legna, ha comunque quel sapore di buono e di fresco che mi rende felice ogni volta che la preparo, perché ne ritrovo l’essenza nella consistenza e nella fragranza, bella e croccante fuori , quanto soffice dentro, con l’ alveolatura che caratterizza ogni impasto a lievitazione naturale.

Nonna ovviamente non usava il lievito di birra ma la sua pasta madre, che non so dire quanti anni avesse, da quale ceppo provenisse e che lei curava quasi si trattasse di una creatura da proteggere.

Oggi ci scrivono libri su come impastare e trattare il lievito naturale, lei, come tante delle nostre nonne, non lo aveva letto da nessuna parte. Quello che sapeva, era frutto della sua personale esperienza e della consuetudine di ripetere instancabilmente gesti nati con lei.

Quante volte anch’io mi trovo a fare come faceva lei, impastare e rinfrescare ad “occhio”! E’ un pezzetto della mia infanzia legata ai miei nonni, a quella casetta arancione in mezzo al verde col suo forno a legna, che vi sto raccontando. E non è la prima volta. Seduta su una di quelle quattro scalette, noi nipoti tutte femmine, aspettavamo che uscisse la focaccia al pomodoro caldissima che poi mangiavamo bevendo gazzosa da piccole bottigliette di vetro, di quelle a rendere, quando ancora la plastica non imperava.

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Credo che abbiate capito quanto a me piaccia raccontare storie, specialmente del passato; semplicemente perché i racconti legati alle nostre origini e alle nostre famiglie, sono un patrimonio inestimabile da conservare e tramandare : è in quelle radici che affondano gran parte dei tratti della nostra individuale e personale identità. Che poi scrivono e fanno la storia di un territorio e delle sue genti. Una volta, non c’era casa di campagna che non avesse il suo forno a legna . E per chi abitava in paese ed il forno non ce l’aveva, scattava una grande gara di solidarietà per cuocere le pietanze nei forni di conoscenti, amici e vicini. Così, ogni forno veniva riempito di teglie di timballi, di polli, di patate, di pane, di dolci, in occasione delle più importanti ricorrenze o delle feste comandate. Immaginate che profumo!

Quando passeggio sulle nostre colline, mi capita di vedere diverse casette coloniche ristrutturate, con gli attigui antichi forni a legna, ed ogni volta penso alla gran fortuna che ha chi lo possiede ancora.

Patrizia
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Pizza-focaccia al pomodoro fresco e pizzette fantasia

Patrizia Marini

Ingredienti
  

  • 550 g di farina macinata a pietra
  • 100 g di lievito madre con idratazione al 75% - (o 6-8 g di lievito di
  • birra)*
  • 300 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • 1 cucchiaino di miele
  • 30 ml di olio evo
  • Per farcire la focaccia rossa
  • 5-6 pomodori rossi e ben maturi o pomodori di conserva a pezzettoni
  • 1 grosso ciuffo di prezzemolo
  • mezzo peperone dolce rosso
  • Olio evo q.b. sale
  • Per farcire le focaccine - 1
  • 2 cipollotti freschi con la parte verde tenera
  • 1 ciuffo di timo limone
  • mezzo cucchiaino di miele millefiori
  • sale pepe, olio evo q.b.
  • 4-5 pomodorini maturi
  • Per farcire le focaccine - 2
  • 1 grossa patata novella
  • 1 ciuffo di rosmarino + fiori per guarnire
  • pecorino fresco in un unico pezzo da grattugiare grossolanamente
  • olio evo sale

Istruzioni
 

  • Premessa : questo è un impasto piuttosto idratato che mi riporta alla
  • consistenza delle focacce di mia nonna. Quindi, anche per il rinfresco del
  • lievito madre, mi affido ad una idratazione del 75%.
  • Iniziate ad impastare
  • il lievito madre, rinfrescato almeno 4 ore prima e ben attivo, con il miele,
  • metà acqua e metà farina presi dal totale. Continuando ad impastare,
  • aggiungete altra acqua ed altra farina fino ad esaurimento. Per ultimo ,
  • aggiungete il sale e l’olio e fate assorbire.
  • Ungete una ciotola capiente con olio evo, ed adagiatevi l’impasto. Fate il
  • classico giro di pieghe a raggio , pizzicando la pasta dall’esterno portandola
  • al centro, facendo tutto il giro della pasta per due volte, a distanza di 10-15
  • minuti l’uno dall’altro.
  • A questo punto, coprite con pellicola alimentare la ciotola e decidete che
  • strada seguire : potete lasciar lievitare 2 ore circa e poi far riposare tutta
  • la notte in un luogo fresco e asciutto o nel frigo , nella parte meno fredda;
  • oppure aspettare il tempo necessario per il raddoppio del volume, circa 4-5
  • ore.
  • Io lascio lievitare tutta la notte.
  • Riprendete l’impasto lievitato, se è freddo di frigo aspettate un’ora almeno
  • per riportarlo a temperatura ambiente. Su di un piano infarinato, dividetelo
  • in due parti, senza maneggiarlo troppo, una parte adagiatela su una teglia
  • quadrata , allargate con le dita leggermente unte. Con l’altra parte, formate
  • direttamente sulla teglia, 4 piccole focaccine tonde .
  • Lasciate lievitare di nuovo un’altra ora circa o comunque fino al raddoppio.
  • Lavate e pelate i pomodori maturi, privateli dei semi e tagliateli a cubetti.
  • Insaporite con il prezzemolo tritato, il peperone tagliato a listarelle, il sale
  • ed abbondante olio evo.
  • Affettate per lungo i cipollotti freschi con la parte tenera verde, fate
  • insaporire almeno mezz’ora con sale, olio evo, foglie di timo limone, pepe e
  • miele. Tagliate a quarti i pomodorini e salateli leggermente .
  • Lavate bene la patata novella, affettatela molto sottile con una mandolina,
  • senza pelarla, salate e pepate e insaporite con rosmarino fresco tritato e
  • olio evo .
  • Farcite la prima focaccia con il pomodoro fresco ed irrorate con olio evo.
  • Spennellate le focaccine piccole con l’ olio. Farcite due con i cipollotti
  • freschi ed i pomodorini a quarti; le altre due, prima con il formaggio
  • pecorino grattugiato grossolanamente, poi con le patate a fette disposte a
  • raggio ed altro pecorino fresco grattugiato sopra le patate. Versate a filo
  • ancora un po’ d’olio.
  • Infornate focaccia e focaccine e cuocete a 240° per circa 20 minuti.
  • Guarnite la focaccia rossa con prezzemolo fresco tritato, le focaccine con
  • le patate, con altro pecorino a scaglie e fiori di rosmarino.

Note

Se usate il lievito di birra, aumentate la quantità dell’acqua da 300
ml a 370 ml almeno. Il mio consiglio è di preparare il lievitino sciogliendo il
lievito di birra in 100 ml di acqua tiepida, il miele e 100 g di farina presa dal
totale.  Fate riposare fino al raddoppio in una ciotola coperta da pellicola
alimentare e poi proseguite nell’impasto come sopra.
Potete farcire secondo i vostri gusti. La focaccia rossa con il pomodoro è
indubbiamente la mia preferita. Mia nonna la faceva molto più spessa e
alta, io la faccio più sottile per adeguarla ai gusti dei miei. Ma sempre
buona è, sia calda che fredda , e quindi … riempite le vostre belle ceste,
stendete un telo sul prato ed allestite il vostro pic-nic, che maggio è il
mese più bello che c’è per farlo !

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2 commenti

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tritabiscotti 20/05/2015 - 14:25

Forno a legna, pasta madre e ricordi… Ingrendienti fondamentali per creare qualcosa di sublime…!
Bellissima e altrettanto buona deve essere questa focaccia.. Non mancherò di provarla! ^_^

Rispondi
Patrizia
Patrizia 21/05/2015 - 15:42

Grazie per il tuo apprezzamento, ne sono felice ! Spero tanto che la nostra focaccia , conquisti anche te !
Un saluto immenso,
Patrizia

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