Ci sono paesi che non aspettano di essere salvati, ma si siedono intorno a un tavolo, riconoscono ciò che manca e provano a costruirlo insieme. Un servizio, un lavoro, un luogo da riaprire, un patrimonio da custodire. È da qui che bisogna partire per raccontare il Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo 2026, in programma dal 4 al 6 settembre tra Goriano Valli di Tione degli Abruzzi, nella media valle dell’Aterno, e Castel di Ieri, nella Valle Subequana.
Non un festival che usa i borghi come scenografia, ma un’esperienza che nasce dentro i paesi e dalle persone che li abitano. Tre giornate per camminare nei luoghi, ascoltare le loro storie e conoscere un modello capace di trasformare i bisogni delle aree interne in risposte condivise.
Il titolo scelto per l’edizione 2026 è “Uno, nessuno, molti più di centomila”, accompagnato dal tema “Quando la diversità diventa ricchezza”. Uno è ogni abitante, ogni competenza, ogni paese con la propria identità. Nessuno, da solo, può affrontare lo spopolamento, la perdita dei servizi e l’impoverimento sociale. Molti più di centomila è la forza che nasce quando comunità diverse scelgono di riconoscersi, collaborare e immaginare insieme il proprio futuro.
Cooperative di comunità: quando gli abitanti diventano impresa
Una cooperativa di comunità nasce dalle persone che vivono un territorio e decidono di prendersi cura, insieme, delle sue necessità e delle sue possibilità. Può creare lavoro, riattivare servizi, custodire un bene comune, valorizzare un sapere o restituire una funzione a uno spazio dimenticato. Al centro non c’è un’idea astratta di sviluppo, ma la qualità della vita di chi abita il paese.
Il Festival è uno dei momenti centrali del percorso di BorghiIN – Rete di imprese, che mette in relazione cooperative nate dagli abitanti di oltre trenta borghi abruzzesi. Un laboratorio diffuso in cui esperienze diverse condividono pratiche, difficoltà e visioni, aprendosi al confronto con amministratori, ricercatori, professionisti e cooperative provenienti da altre regioni italiane.
In questo racconto il paesaggio non è uno sfondo e la convivialità non è un semplice contorno. Camminare, mangiare insieme, ascoltare la voce degli abitanti, attraversare una frazione o raggiungere un luogo antico sono modi per entrare nella vita reale delle comunità e comprenderne il valore.

Venerdì 4 settembre: Goriano Valli, piccoli paesi e grandi visioni
Il Festival si apre venerdì 4 settembre a Goriano Valli. Alle 10:30 l’incontro “Piccoli paesi, grandi visioni” porta al centro la complessità amministrativa dei piccoli Comuni e la necessità di costruire strumenti adeguati a territori diversi dalle aree urbane.
La mattinata prosegue tra confronti dedicati alla conoscenza, alla terra e al cibo, fino all’inaugurazione dell’Hub IN Abruzzo e dell’Infopoint di comunità della cooperativa Cuore delle Valli. Insieme a questi nuovi spazi sarà presentata anche l’installazione della pupazza realizzata da Massimo Piunti: un segno popolare e contemporaneo che restituisce alla tradizione la capacità di parlare al presente.
Nel corso della giornata il paese si apre attraverso i racconti dei suoi abitanti, il pranzo conviviale e gli incontri diffusi.
Alle 18:30 ci sarò anch’io, insieme alla giornalista e conduttrice televisiva RAI Monica Caradonna e curerò l’incontro “Raccontare un territorio. Scoprire l’invisibile”.
È un tema che attraversa da sempre il lavoro di Taste Abruzzo: raccontare un luogo significa andare oltre ciò che si vede, riconoscere le persone che lo tengono vivo e restituire valore alle storie che rischiano di restare ai margini. Perché un territorio non è soltanto una destinazione, ma un insieme di relazioni, memorie, scelte e possibilità. Ed è proprio ciò che spesso rimane invisibile a rendere un luogo unico.
La prima giornata si conclude con la cena paesana e il concerto degli Andamarosa, continuando a fare del Festival uno spazio di incontro prima ancora che un calendario di appuntamenti.
Sabato 5 settembre: dalle Cerque alle Pagliare di Tione
Sabato 5 settembre lo sguardo si allarga all’impatto generato dalle comunità intraprendenti. La giornata comincia con il trekking delle Cerque e prosegue con il confronto tra i ricercatori di EURICSE e le cooperative di comunità provenienti da diverse parti d’Italia. Esperienze concrete, risultati e competenze diventano materia di lavoro comune per capire che cosa accade quando la cooperazione riesce a produrre cambiamenti duraturi nei territori.
Il programma entra poi nella dimensione europea con i progetti Horizon Europe ESIRA e RURACTIVE, che collegano l’esperienza abruzzese alla ricerca sull’innovazione sociale e sul futuro delle aree rurali.
Nel pomeriggio il Festival raggiunge le Pagliare di Tione, uno dei luoghi più suggestivi ai piedi del Sirente. Qui il paesaggio incontra la biodiversità, l’arte e il teatro di comunità, accompagnando i partecipanti fino al tramonto. Si torna poi a Goriano Valli per la cena paesana, lo spettacolo di Cuntaterra e il tradizionale ballo della pupazza.
Domenica 6 settembre: Castel di Ieri e le comunità di eredità
Domenica 6 settembre il Festival si sposta a Castel di Ieri e incontra la seconda edizione della Giornata del Creato, “Semi di Pace e di Speranza”. Il percorso comincia all’eremo della Madonna di Pietrabona e prosegue al tempio italico del II secolo a.C., nel borgo e alla torre medievale.
Le visite guidate e il pranzo di comunità conducono verso il pomeriggio, quando tornano al centro i volti e i racconti degli abitanti. Alle 17:00 l’incontro “Comunità di eredità – La Convenzione di Faro IN Abruzzo” apre una riflessione sul patrimonio culturale come diritto, responsabilità condivisa e risorsa viva: non qualcosa da conservare a distanza, ma ciò in cui una comunità si riconosce e che sceglie di trasmettere.
La giornata prosegue con la presentazione del libro-progetto Sirente Sconosciuto Stupore di Massimo Santilli e si chiude con un buffet conclusivo.
Il passaggio da Goriano Valli a Castel di Ieri rende concreto il senso del Festival: unire comunità vicine delle valli dell’Aterno e Subequana e costruire, attraverso le loro differenze, una visione condivisa per l’Abruzzo interno.
Un altro modo di entrare nei paesi d’Abruzzo
Partecipare al Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo significa scoprire luoghi bellissimi, certamente, ma soprattutto incontrare chi quei luoghi continua a sceglierli ogni giorno. Chi resta, chi torna, chi crea un’impresa e chi mette a disposizione il proprio sapere. Chi trasforma un bisogno individuale in una possibilità collettiva.
Forse è proprio questa la lezione più importante che arriva dai piccoli paesi: la fragilità non scompare, ma può diventare il punto da cui ricominciare a progettare. Insieme.
Dal 4 al 6 settembre, tra la media valle dell’Aterno e la Valle Subequana, il viaggio conduce dunque oltre l’immagine da cartolina e dentro la vita delle comunità.
E cambia anche la domanda con cui guardiamo questi luoghi: non più soltanto che cosa resta, ma che cosa può ancora cominciare.
Informazioni utili
Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo 2026 – “Uno, nessuno, molti più di centomila”
Quando: 4, 5 e 6 settembre 2026
Dove: 4 e 5 settembre a Goriano Valli di Tione degli Abruzzi, nella media valle dell’Aterno; 6 settembre a Castel di Ieri, nella Valle Subequana
Programma e aggiornamenti: BorghiIN – Rete di imprese




