La notte di San Silvestro e il baccalà al coccetto

Il 31 Dicembre porta con sé il bello e il brutto dell’anno appena trascorso e ci proietta verso quello che speriamo sia un anno pieno di abbondanza e prosperità.
Ogni gesto in questo giorno si veste di un aurea scaramantica!
Si indossa qualcosa di rosso: il rosso porta fortuna ed è di buon auspicio
Si mangiano le lenticchie: la loro forma tonda ricorda le monete e si spera che l’anno nuovo ne porti in gran quantità.
Lo stesso vale per gli acini d’uva: un antico proverbio popolare recita: ” Chi mangia uva a Capodanno conta i quattrini tutto l’anno”
Per gli innamorati non può mancare il classico bacio sotto al vischio e poi i fuochi d’artificio, i falò per le strade per bruciare simbolicamente le cose brutte dell’anno appena trascorso, gesti propiziatori che affondano le loro radici nel nostro passato.
In Abruzzo per esempio, un tempo si usava portare in tavola 7 minestre con diversi legumi, lenticchie, ceci bianchi, fave secche, fagioli, ceci e castagne anche loro portatori di ricchezza e salute.
In tutte le case contadine le donne cuocevano il granone (granturco) per i poveri che nella notte di San Silvestro bussavano alle loro porte per scaldarsi un po’, ricevendo in cambio benedizioni e ringraziamenti.
I riti propiziatori continuavano anche la mattina dopo, ci si alzava presto e si rassettava tutta casa, se si usciva si prestava attenzione alla prima persona incontrata, al primo animale che si incrociava per strada, tutti segni indicativi della bontà o meno dell’anno appena iniziato, alcuni chiedevano ai figli di portare in casa dei sassi pesanti facendogli promettere di portare entro l’anno con il proprio lavoro lo stesso peso in oro.
Che ci si creda o meno un po’ tutti abbiamo i nostri riti in questa particolare notte dell’anno, qualunque sia il vostro spero che vi porti la fortuna sperata.
Per la cena di San Silvestro vi lascio una ricetta di baccalà (che qui in Abruzzo ho imparato è sempre la scelta giusta) la mia idea è di una cena Buffet meno formale della cena della vigilia di Natale, con portate varie ma che possono essere consumate anche in piedi, ovviamente per scaramanzia non possono mancare cotechino e lenticchie, uva e melograno, per il resto libero spazio alla fantasia.
Buon Anno!!!

GiovannaA Baccalà al coccetto (3)

 

BACCALA’ AL COCCETTO
Ricetta di Giovanna Amato

1 Trancio di baccalà già ammollato

1kg di patate

1 Peperone Rosso

1 Cipolla

150g di Olive nere

400g di Pomodoro pelato

Farina q.b.

Olio extra vergine d’oliva

prezzemolo q.b.

Sale e pepe.

Preparazione

Sciacquate  il baccalà sotto l’acqua corrente (questa operazione va  ripetuta più volte e molto attentamente per togliere tutto il sale in eccesso altrimenti il nostro piatto risulterà immangiabile)tagliatelo a pezzi infarinatelo friggetelo e tenetelo da parte.

Tagliate mezza cipolla e il peperone a striscioline e fate appassire in una pentola di coccio con un filo d’olio e un pizzico di sale e pepe. Togliete il soffritto di peperone e cipolla dal fuoco e nello stesso olio cuocete le patate sbucciate e tagliate a tocchetti.

A parte preparate un sughetto con la cipolla rimasta e il pomodoro pelato.

Una volta pronti tutti gli ingredienti riuniteli  nel coccetto unite una manciata di olive nere fate amalgamare bene tutti i sapori cuocendo a fiamma bassa per cinque minuti circa completate con una spolverata di prezzemolo fresco e portate in tavola.

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