Guardiagrele: il borgo alle pendici della Maiella

Sede del Parco Nazionale della Maiella, il borgo citato da Gabriele d'Annunzio ospita interessanti musei, splendide architetture e deliziose prelibatezze culinarie

by Marty and Travel
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Se dovessi raccontare di un borgo che ha totalmente preso il mio cuore, questo è sicuramente Guardiagrele (CH). Ti dirò la verità, prima di conoscerlo a fondo, non avevo mai considerato questo tra i miei borghi preferiti eppure mi sono dovuta ricredere ad ogni passo che ho percorso tra i suoi vicoletti, le sue chiese antiche, la sua storia, la sua vista sulla Maiella e le sue tradizioni culinarie.

Ti va di scoprire insieme a me uno di “Borghi più belli d’Italia“? Bene, andiamo!

guardiagrele.jpgLa città della pietra” così veniva chiamato Guardiagrele da Gabriele D’Annunzio nel suo “Il Trionfo della Morte”, sì perché le sue case sono state costruite con la pietra bianca della Maiella che risplendono ogni volta che al tramonto la luce del sole le accarezza. Secondo antiche leggende il nome primitivo di questo borgo era Aelion derivante da un tempio dedicato al
Dio Sole (Helios) sul quale è sorta l’attuale Chiesa di Santa Maria Maggiore, ovvero il Duomo della città da cui partono una serie di percorsi che potete fare alla scoperta di questa antica cittadina alle pendici della Montagna Madre d’Abruzzo.

Passeggiando per Guardiagrele, infatti, si resta incantati innanzitutto dai suoi preziosi vicoli dove ci si rende immediatamente conto, di come l’arte e la storia avvolgano questa cittadina. Un esempio è il portale del Duomo – Chiesa di Santa Maria Maggiore – che con il suo stile gotico abruzzese e i suoi dipinti nel porticato, tra cui uno risalente al 1440 ca, invitano a voler conoscere sempre di più di questo borgo che in passato fu molto importante nella storia della Maiella.

Camminando lungo il corso, invece, ciò in cui ci si perde, sono le varie botteghe artigiane che, come la tradizione d’Abruzzo vuole, lavorano il ferro e il rame per realizzare simboli abruzzesi che vanno avanti da generazioni, come lo strumento (il ferro) per fare le pizzelle o la famosa conca di rame che le donne di un tempo portavano sopra la testa per portare l’acqua dalla fonte a casa.

Oltre alle botteghe si possono trovare tantissimi negozietti che vendono specialità alimentari e prodotti tipici del territorio e sicuramente camminando per il corso verrete inebriati da un profumo dolce di zucchero a velo e di crema pasticcera proveniente da una delle pasticcerie più storiche di Guardiagrele. Ed è proprio da qui che voglio raccontarvi una storia che riguarda uno dei dolci abruzzesi più buoni simbolo di questo borgo e della tradizione guardiese. Sto parlando delle Sise delle Monache, una piccola tortina fatta con due strati di pan di Spagna, riempita di crema pasticcera a forma di tre protuberanze.

guardiagrele sise delle monache

Il tipico dolce di Guardiagrele: le Sise delle Monache

Ci sono varie teorie legate alla nascita delle Sise delle Monache: la prima vuole che questa bontà fu inventata da alcune suore, che al tempo, per non far apparire troppo le protuberanze femminili, mettevano al centro dei seni una sorta di fazzoletto (terza punta) per apparire più neutre. Altri raccontano che le tre punte del dolce fanno riferimento ai tre massici più imponenti d’Abruzzo: Maiella, Gran Sasso e Sirente Velino. L’ultima storia, invece, racconta che fu inventato dalle monache clarisse che frequentavano la zona, che hanno dedicato questo dolce a Sant’Agata, martirizzata appunto con lo strappo dei seni.

Quale sia la teoria corretta nessuno può dirlo per certo, così come la sua ricetta è un segreto che viene tramandato di generazione in generazione, creata con prodotti genuini e provenienti direttamente dal territorio; è questo che fa delle Sise delle Monache un dolce da gustare solo ed esclusivamente a Guardiagrele.

Dato che la pasticceria è piccolina, non hanno tavoli dove potersi accomodare,  se è bel tempo, ti consiglio vivamente di andarle a gustare alla Villa Comunale, un tempo orto del Convento delle Clarisse, ristrutturato in modo tale che tutti potessero trarne beneficio. Da qui si ha una vista panoramica su tutta la valle e con scenari che spaziano dalla costa teramana alle Isole Tremiti.
E dopo aver riempito la pancia con cotanta bontà, prendetevi un po’ di tempo per passeggiare lungo la balconata della villa al tramonto e fai molta attenzione ad ogni vaso in pietra che trovi scolpito. Guarda bene e, su ogni vaso, troverai una mattonella in ceramica artistica dove è dipinta una frase del famoso Modesto Della Porta, poeta nativo di Guardaigrele, che nelle sue opere dipingeva l’Abruzzo dell’epoca, servendosi del riso e del dialetto abruzzese per arrivare anche alle persone che non avevano istruzione. 

villa comunale guardiagrele

Villa comunale di Guardiagrele

Un’altra chicca da non perdere a Guardiagrele, è la Chiesa di Santa Chiara costruita nel 1250, al suo interno custodisce un tesoro artistico degno di Botticcelli, alzate lo sguardo e ammirate la volta con il dipinto di Donato Teodoro, famoso artista teatino, chiamato “La Caduta Degli Angeli Ribelli”.  Un turbinio di colori, l’attenzione ai dettagli e la bellezza di questo dipinto fa di questa chiesa un must da visitare in questo borgo.

Donato Teodoroangeli ribelli guardiagrele
Potrei stare qui ad elencarti mille altri motivi per il quale Guardiagrele è uno dei Borghi più belli d’Italia, e ultimo ma non meno importante, da alcune sue frazioni partono alcuni dei sentieri di trekking più belli che possiate fare sulla Maiella come, per esempio, la Cascata di San Giovanni o arrivare in dieci minuti di macchina a Piana delle Mele, dove potete far divertire anche i più piccoli.
cascata san giovanni
Insomma questo borgo ne ha per tutti i gusti, tra la sua arte, storia e monumenti sicuramente non potete non fargli visita almeno una volta nella vita.

Che dici? Ho fatto innamorare anche te? 😉

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