Natale, un viaggio nella memoria tra ricette, cavallucci di legno e bambole di pezza

Quando arriva Natale, a tutti è concesso di mettersi in viaggio. Un viaggio speciale nei meandri della memoria, dove gelosamente sono custoditi i nostri ricordi più belli, insieme al bambino che è in noi.

Anche a me piace partire e mettere insieme i ricordi più belli delle feste già passate, con i giorni di attesa e di festa che dicembre riaccende ogni volta e che ricameranno altri attimi preziosi, nella grande tela dei ricordi.

Questa volta il mio viaggio conduce molto indietro nel tempo. A quando in Abruzzo i preparativi per il Natale iniziavano tanti giorni prima.

Essenzialmente tutto il mese di dicembre era dedicato all’attesa della festa religiosa più bella dell’anno, che vedeva riunite finalmente le famiglie che spesso, avevano un congiunto emigrato che tornava a casa per l’occasione, attorno a grandi tavolate imbandite con cose buone da mangiare. Senza dimenticare l’importanza dei doni: cose semplici, mandarini arance e castagne, dolcetti fatti in casa con le conserve più preziose e, per i bambini, un cavalluccio intagliato nel legno ed una bella bambola di pezza.

Le vecchie tradizioni per me sono un bagaglio prezioso da custodire ed è per questo che mi piace mantenerle vive, per quel che posso, e lasciare che viaggino parallele con le nostre più moderne.

Una volta la cena della Vigilia di Natale era il fulcro e l’essenza della festa: l’attesa e la sua magia. E quindi bisognava preparare una bella cena, con tante portate perché al momento di riunirsi a tavola vicino al fuoco, si rompeva il digiuno iniziato la mattina. Per alcuni le cene della Vigilia erano di magro, non prevedevano cioè la presenza di uova e di latte, per tanti invece, la maggior parte, era bandita la carne.

Ma non mancava mai il baccalà, lo stocco, come l’ho sempre sentito appellare, cucinato in tante maniere, con intingoli gustosi differenti, ma sempre presente. E lungo la costa adriatica, c’erano i pesci conservati sotto sale da friggere, insieme ai peperoni dolci secchi.

Era solito che i pescatori mettessero sotto sale i pesci azzurri dell’Adriatico che pescavano in abbondanza, alici e sarde, a maturare, dentro barattoli di latta,con un bel mattone sopra come peso. Ancora oggi per fortuna si usa mettere questi pesci sotto sale, che comunque è facile trovare anche in commercio nei negozi più forniti.

Alici e Peperoni secchi - Cena della Vigilia

Nei lunghi mesi invernali le sarde o le alici fritte erano un vero sfizio , se fritte poi insieme ai peperoni secchi scrocchiarelli, diventavano una vera delizia di sapori decisi ed autentici.

Ampio spazio poi alle erbette selvatiche raccolte nei campi, tipo cicoria, rapaccioli (rape) e bietoline tenere, ai fagioli, ai ceci, alle verze, il tutto condito con l’olio dell’ultima spremitura.

Si usavano poco i primi piatti di pasta, che lasciavano spazio invece alle zuppe fumanti. Insomma, tutto quello che avevano a disposizione nelle loro case grazie ai raccolti dei campi.

E per concludere in dolcezza l’attesa, tra una tombolata e l’altra, prima di andare tutti insieme alla messa di mezzanotte, non mancavo i dolcetti.

Caggionetti e sfogliatelle, che le donne avevano preparato insieme cantando, dedicandoci giornate intere. Al centro della tavola, poi, c’era tanta frutta secca: noci, nocciole, mandorle, da schiacciare in allegria.

Con la frutta secca e il miele si preparavano anche dei casalinghi torroni: bastava tostare la frutta, mescolarla al miele e racchiuderla in sottili sfoglie di ostia.

Le nostre Vigilie di Natale oggi sono un pochino diverse, ma nella sostanza delle cose che contano, certi sapori e certe usanze restano comunque sulle nostre tavole. Sulla mia di certo. E quindi questo è il mio suggerimento per voi.

Un menù della Vigilia tra antico e moderno, da gustare insieme alle persone a care.

Ho messo insieme in un piatto unico, le alici ed i peperoni fritti, adagiati su un letto di verdure campagnole selvatiche.

Un primo piatto di pasta povera, maltagliati verdi freschi senza uova, conditi anch’essi con verdure selvatiche, alici e peperoni fritti spezzettati.

Un secondo sfizioso dei giorni nostri, polpettine di spigola pescata con salsa fresca al peperone e finocchio e, per finire, i dolci della tradizione!

Caggionetti, i nostri bocconcini di pasta sfoglia all’olio e vino, ripieni di crema castagne e ceci conditi con cioccolato e mandorle, le sfogliatelle con marmellata di uva nera, il croccante di mandorle strepitoso in ogni festa dell’anno e tanta, tanta frutta secca.

Con il mio augurio di una serena attesa!

“Il Natale, bambino mio, è l’amore in azione. Ogni volta che amiamo, ogni volta che doniamo, è Natale.” [Dale Evans]

Alici sotto sale e peperoni secchi fritti
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Ingredients
  1. 400 g di alici sotto sale (o sarde)
  2. Farina q.b
  3. Olio di semi di arachidi q.b.
  4. 16 ( o più) peperoni rossi secchi
  5. 1 kg di verdure selvatiche (cicoria, rape, bietole)
Instructions
  1. Tirate fuori le alici dal barattolo e scuotetele per eliminare il sale in eccesso .
  2. Lavatele molto bene una ad una, sotto l’acqua corrente fredda ed eliminate tutti i granelli di
  3. sale.
  4. Asciugatele con delicatezza ; preparate un piatto con della farina ed infarinate una ad una le
  5. alici.
  6. Pulite con un panno umido ma non bagnato i peperoni secchi, togliete il picciolo e scuoteteli per
  7. eliminare i semi.
  8. Nel frattempo mettete in una larga padella antiaderente, l’olio e fatelo scaldare. Deve essere
  9. bollente.
  10. Friggete prima i peperoni tuffandoli nell’olio per pochissimi secondi. Attenzione perché se li
  11. lasciate troppo nell’olio, diventano scuri ed amari.
  12. Basta veramente un attimo per friggerli. Non attendete che induriscano, induriranno una
  13. volta freddi e saranno “scrocchiarelli” dolci e buonissimi.
  14. Friggete anche le alici con la stessa accortezza, sono molto delicate e basterà pochissimo
  15. tempo e girarli una volta sola.
  16. Soffocate le verdure , dopo averle mondate, in poca acqua con pochissimo sale, in una padella
  17. capiente, condite semplicemente con olio crudo nuovo ed adagiateci sopra alici e peperoni
  18. secchi.
Notes
  1. E’ usanza ancora oggi mettere a seccare i peperoni, sia quelli dolci che quelli piccanti. Si preparano delle collane bellissime da vedere e si appendono al sole. I peperoni secchi
  2. serviranno anche per la preparazione delle salsicce.
Taste Abruzzo http://www.tastefromabruzzo.com/
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