Il carnevale di Taste Abruzzo, 2.0

Fa un certo effetto accorgersi che è già il secondo anno che parliamo di Carnevale, accorgersi che Taste Abruzzo ha già un consistente archivio di ricette, di storie e di foto…Fa un tale effetto, che abbiamo deciso di giocarci questa carta, e lo vedrete in un futuro abbastanza prossimo. Intanto iniziamo col carnvale; è difficile migliorare una cosa, quando questa è già ben fatta, e che altro potremmo dire dopo le interessantissime parole che Laura ha usato, lo scorso anno, per raccontarci un po’ il carnevale d’Abruzzo, ieri e oggi?

castagnole ricotta_cover

Credits by Laura Gioia


Non è da tutte le regioni avere una poesia di carnevale scritta da un illustre conterraneo, e Laura infatti la poesia di D’Annunzio, “ …carnevale vecchio e pazzo…”, l’ha citata lo scorso anno, raccontando il mito del fuoco strettamente legato al carnevale, al mese di transito che di solito febbraio rappresenta. E se il racconto è accompagnato da quelle splendide castagnole, allora davvero ci sentiamo proiettati dentro il carnevale in un attimo.

cover_febbraio

Credits by Elisa Ceccuzzi

Elisa poi ha riportato in vita la bella tradizione del 9 volte 9 cose, andate a vedere di che si tratta, e non vi perdete le frappe, (non chiamatele chiacchiere qui in Abruzzo eh!).

Claudia (che scrive anche adesso), ha riportato in vita una vecchia schiumarola forgiata a mano, per dare vita alle tradizionali zeppole alle patate, altro indissolubile sapore legato a Carnevale, e abbiamo anche svelato il binomio antico fritti di carnevale – strutto

cover zeppole

Credits by Claudia Bonanni

 Poco resta da dire e da cucinare, e so che ora tutti gli abruzzesi penseranno che manca la cicerchiata. E infatti, a breve sarà tra le nostre proposte.

 Cercando notizie, emerge questa realtà: in ogni epoca storica, ed in ogni civiltà, c’è sempre stato un momento folle, di “baccanali” appunto, di sovversione delle regole, e da sempre le maschere ci nascondono una volta l’anno, per dare sfogo all’allegria e all’eccesso di cibo anche, tanto poi arriva la Quaresima. 

E allora anche quest’anno ci godiamo Carnevale, sapendo di perpetrare gesti e tradizioni antichi, che fanno parte di noi e che ci rendono ciò che siamo, che fanno la nostra identità.

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